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24/09/16

Prossimamente Club to Club a Torino







Mancano solo più due mesi e l’organizzazione è in piena attività per definire gli ultimi dettagli di un evento dal respiro sempre più internazionale.
Da sedici anni Club To Club anima le serate della Contemporary Art Week, dal 2 al 6 Novembre, con una ricercata selezione delle avanguardie sonore più importanti in Europa, tantissimi i progetti eccovi una breve anticipazione dei più significativi.
Fantastica conferme per il ritorno di Club To Club alla Reggia di Venaria, il 2 Novembre, con un evento che trasformerà la maestosa residenza dei Savoia, costruita nella seconda metà del XVI secolo e attuale patrimonio dell’umanità di UNESCO ,  in un esclusivo evento di gala co-presentato da Unsound, uno dei festival più apprezzati e rispettati d’Europa.
Venerdì 4 e sabato 5 novembre il palco di Red Bull Music Academy ricreerà le atmosfere di un club perfetto in uno degli spazi riconvertiti degli ex-stabilimenti FIAT al Lingotto; numerosi gli artisti e gli showcase già confermati, che rendono il palco RBMA lo stage #1 al festival per gli appassionati di nuove tendenze musicali dal mondo.


Protagonisti dell’evento Chino Amobi, fondatore di Non Records, un collettivo musicale impegnato nella lotta per i diritti di africani e afrodiasporici, ed Elysia Crampton, artista ed attivista transessuale. Seguirà Sabato 5 Novembre  il debutto italiano di Junun, progetto curato dal chitarrista e polistrumentista dei Radiohead Jonny Greenwood, compositore e performer Israeliano Shye Ben Tzur e dai nove membri del Rajasthan Express.
Domenica 6 novembre torna il block party, quest’anno intitolato Warp To Warp e co-curato da Warp Records, che si svolgerà in uno dei più celebri food markets nel quartiere creativo San Salvario in collaborazione con San Salvario Emporium.
Ci sarà anche “Arca”, nato 26 anni fa in Venezuela ma attualmente residente a Londra, è uno degli enigmi più intriganti nella musica elettronica degli ultimi anni. Oltre ad aver plasmato inedite dimensioni sonore per artisti come Björk, FKA twigs e Kanye West è un artista di straordinario respiro sonoro. Insieme a lui, per la prima volta in Italia in esclusiva a Club To Club, i visual di Jesse Kanda, video artist e regista le cui capacità di manipolazione delle immagini digitali sono altrettanto uniche.


Il programma vedrà inoltre il ritorno di Absolut Symposium da giovedì 3 a sabato 5 novembre presso l’AC Hotel, che verrà trasformato nell’area Pro del festival con 72 ore di programmazione non-stop!
Il programma è stato reso pubblico da pochi giorni per cui non tardate a prenotarvi i biglietti che come sempre andranno rapidamente ad esaurirsi.

23/09/16

National Museum of African AmericanHistory & Culture






Domani a Washington si inaugura il National Museum of African AmericanHistory & Culture, il Museo Nazionale di Storia e Cultura afroamericane, parte del complesso della Smithsonian Institution. Ci sono voluti ber tredici anni di lavori e raccolta fondi per giungere ora a questo importante evento.


Si tratta di una dovuta riflessione sulla complessa storia di emarginazione della popolazioni provenienti dall’Africa. Vittime di razzismo, segregazione e ancora oggi spesso marginalizzate.




Lo spazio, progettato dallo studio Freelon Adjaye Bond/SmithGroup, espone migliaia di reperti, documenti, dalla capanna di uno schiavo alla medaglia olimpica di Carl Lewis. 

Emotions of the Athletic Body



Si inaugura oggi, all'Armani/Silos, una mostra fotografica curata direttamente dallo stilista dal titolo "Emotions of the Athletic Body" fino al 27 Novembre a Milano.


"Mi ha sempre affascinato il culto dello sport, che fin dai tempi antichi è legato all'idea di prestanza fisica e di gesto atletico di grande effetto. Questa mostra vuole esaltare l'atteggiamento sportivo unito all'estetica, concetto che fa da sempre parte del mio vocabolario.

Attraverso la moda ho cercato di interpretare il senso dell'agonismo vestendo gli sportivi per le mie campagne pubblicitarie, scegliendoli tra gli atleti di fama mondiale, ma anche tra coloro che ancora aspirano alla gloria."  dice Giorgio Armani.


Armani/Silos è un grande spazio di 4.500 metri quadrati che si sviluppa su quattro piani, in cui sono presentati gli abiti creati dallo stilista dal 1980 a oggi. La selezione, che non segue un criterio cronologico, racconta la storia e l’estetica dello stilista ed è suddivisa per temi, temi che hanno ispirato e che continuano a ispirare il lavoro creativo di Giorgio Armani. 

Al piano terra, la sezione Stars e la sezione dedicata al Daywear. Al primo piano la sezione Esotismi. Al secondo piano, Cromatismi. Al terzo e ultimo piano la sezione Luce.


22/09/16

Tantris -Elizabeth Peyton e Kristian Emdal in Times Square



Fino al 30 settembre in Times Square, a New York, gli artisti Elizabeth Peyton e Kristian Emdal realizzano sui grandi schermi la visione del loro video Tantris (Young Tristan), ispirato all’opera che a breve sarà proposta al Metropolitan, parte dell’iniziativa culturale Midnight Moments.




English

In partnership with the Metropolitan Opera and Gallery Met Shorts, Times Square Arts brings Elizabeth Peyton and Kristian Emdal’s Tantris (Young Tristan) to Times Square’s electronic billboards from 11:57 p.m. to midnight every night in September. This project is a part of Midnight Moment, a monthly presentation by The Times Square Advertising Coalition (TSAC) and Times Square Arts.

September’s Midnight Moment is presented in conjunction with the opening of Richard Wagner’s Tristan und Isolde at the Metropolitan Opera. The show will be broadcast live in Times Square on September 26, continuing an 11-year tradition, and will include Peyton and Emdal’s film during the intermission content.   This film has been commissioned by Gallery Met Shorts to accompany the HD Broadcast distribution but is being premiered as September’s Midnight Moment.

Every legend starts from somewhere. Tantris (Young Tristan) is the prologue to the romance of Tristan and Isolde, a dreamlike exploration of Tristan’s young life before he took Princess Isolde of Ireland to Cornwall to marry his uncle, King Mark, and became part of the epic love story that has been told and retold for centuries. The legend comes to life as Elias Bender Rønnenfelt portrays Tristan in abstract, atmospheric live action scenes inspired by Gottfried Von Strassburg’s 13th-century work Tristan, interspersed with historical images, Peyton’s own paintings and watercolors, and video clips. Even Isolde appears in two short clips, representing what’s still missing in Tristan’s life and foreshadowing the more familiar story yet to come.

21/09/16

Paratissima 2016, già news!




Superata la quiete estiva torna più dinamica che mai l’iniziativa #Paratissima360, il circuito di mostre itineranti, inaugurato a gennaio, che in 6 mesi ha supportato la realizzazione di quasi 40 mostre collettive e personali in più di 30 spazi della città di Torino, torna sulla scena con un ruolo d'eccezione.


Le esposizioni di #P360 costituiranno infatti il programma OFF della manifestazione duranti i 5 giorni d'evento dal 2 al 6 novembre 2016. 




Affianca la sezione video con un  contest volto a scovare le creatività più interessanti nel panorama dei video artist. Una video-room proietterà in loop, durante l’intera manifestazione, una programmazione articolata in due differenti sezioni: una a tema libero, e una dedicata al main theme di quest’anno, “To the stars”.



Segnaliamo poi l'iniziativa  RedBull Canvas Cooler Art LabLa call invita artisti, creativi, grafici e designer da tutta Italia a inviare le loro proposte per dare nuova vita ai famosi mini frigo del brand RedBull.



In collaborazione con la Fondazione per l’architettura / Torino e Akzonobel Sikkens, Paratissima propone un workshop per progettare un punto di accoglienza da realizzare in occasione della dodicesima edizione di Paratissima.

Durante il laboratorio, rivolto ad architetti e designer, i partecipanti potranno mettersi alla prova disegnando e realizzando lo Star(t) Point, uno spazio inedito che Paratissima sperimenterà per la prima volta quest’anno.



E anche quest'anno il mio blog seguirà questa nuova avventura della popolare manifestazione, insieme ad un bel gruppo di amici blogger appassionati d'arte. 

I colori di C.Wood per Fendi




Da alcune settimane le vetrine del marchio Fendi rifletto suggestioni cromatiche ideate dall'artista Chris Wood invitata a cooperare col noto brand romano. 


L’istallazione si chiama “Hues of Light” ed è stata ideata con una complessa ricerca in ambito tecnologico, l’evento è proposto in tutti i negozi monomarca del mondo, da Roma a New York.

19/09/16

The Others si rinnova


Da sempre l’evento più trasversale della settimana dell’arte torinese The Others quest’anno si rinnovo come progetto e come location, lascia i complessi spazi delle ex Carceri di Torino per gli ampi locali dell’ex Ospedale Regina Maria Adelaide su Lungo Dora Firenze nel frizzante quartiere Aurora a pochi passi da piazza Castello.
Con questa novità si trasforma il formato dell’iniziativa che diventerà nomade e più attenta alle espressioni artistiche sperimentali, quali performance, musica e video. Si svolgerà anche un roundtable sul nomadismo artistico e culturale. 
Il Comitato curatoriale sarà composto da Bruno Barsanti, Ludovica Capobianco, Greta Scarpa che selezionerà tutti i progetti che saranno proposti entro fine settembre, consultate il bando che è on-line dal 1 Settembre.
Il progetto Exhibit, con i grandi lavori scultorei che l’anno scorso aveva avuto molto successo, quest’anno sarà proposto nell’area della palestra del centro traumatologico.
http://www.theothersfair.com

12/09/16

Serve ancora l’arte? Riflessioni e dubbi sull’arte nel nostro presente.



Da diversi anni sul nostro sito si dibatte sul senso dell’arte oggi, ora anche il noto mensile “Il Giornale dell’Arte” dedica la copertina a questo complesso tema, con un interrogativo dubbioso “ A che cosa serve ‘arte? “.


Nel variopinto articolo si cerca di giustificare il valore dell’arte che purtroppo pare non avere più nessun giustificativo, se non quello temporaneo del consumo turistico di massa.


Nella storia il ruolo dell’arte è mutato molto, da forma decorativa a forma culturale, soprattutto dal Rinascimento in poi, per diventare oggi quasi più semplice merce da consumare, che sia l’opera dal valore economico stratosferico o un evento simil mondano da frequentare, vedasi il recente progetto di Christo sul Lago d’Iseo.


Visto dal punto economico è sicuramente un settore positivo che produce lavoro e flusso di denaro, mentre dal punto di vista culturale è in evidente declino. Sono oramai rarissime le opere di vero impatto. In parte perché non esiste più una cultura, ma un sistema che è sempre più legato al divertimento, allo svago, in parte perché i mezzi visivi sono diventati predominanti e diffusi a tutti, così il numero di ipotetici artisti è diventato esponenziale.


Un fattore aggiuntivo è sicuramente che la comunità culturale che dava valore alle opere, costituito da figure che dedicavano la propria vita a passioni quali letteratura, storia, musica frequentando critici, collezionisti o “persone di gusto”, oramai non esiste più. Questo bel mondo ora è sostituiti da promotori che creano eventi per un pubblico in continuo movimento, affamato di finte novità o apparente esclusività. Situazioni che si consumano nel luccichio di una notte condita di cibo e musica, per cui c’è poco spazio per riflettere e approfondire.



Che futuro si prospetta?


Non saprei, io ho sempre pensato che l’arte, oggi, sia una passione che guarda al suo cuore, per cui cerco nel mio quotidiano di guardare al lato più affascinante, le opere, superando tutto il resto, mondanità, parole, mercato. Nel magma quotidiano, in cui è necessario immergersi, ancora capita di imbattersi in lavori di affasciante emozioni e ciò è più che appagante.

07/09/16

Operà ma non solo



Ormai il mondo del web è diventato parte del mondo reale e sono sempre di più le istituzioni che operano anche in questo "spazio" da alcuni mesi c'è il link

https://www.operadeparis.fr/en/3e-scene


dell'Operà di Parigi che offre una serie di interessanti progetti artistici.




Manifesto 


Internet is a public place, a collective meeting place, a place for expression and creation.After the Palais Garnier in 1875 and the Opéra Bastille in 1989, the Paris Opera has decided to build its 3e Scène (3rd stage) in the digital world. In this new space, the Paris Opera intends to continue its dialogue with the public and also to make new friends. The 3e Scène’s spectators live all around the globe, speak every language, and love art in all its forms.


As of September 15, 2015, the 3e Scène opens wide its doors to visual artists, filmmakers, composers, photographers, choreographers, writers, and invites them to come and create original works relating to the Paris Opera. The relationship between the Opera and the works created may be forthright, robust, subliminal, drawn-out, extended or even distended. But above all we want the artists to make the Opera their own, to draw on its resources, roam within its walls and meet its talents in order to reveal places, colours, history, questions and people through creation.

This 3e Scène has neither equal nor model. Open to the world, it invents a space where tradition, creation and new technology unite as symbols of modernity.

05/09/16

Doug Aitken al Moca





Electric Earth è il titolo della prossima mostra di Doug Aitken al Moca, dal 10 Settembre al 15 Gennaio.


Sarà un nuovo progetto che si svilupperà fra le installazioni visive e il suo vasto percorso di dialogo con la comunità artistica, che ha portato alla realizzazione di diversi progetti quali il noto  Station to Station.


Doug Aitken: Electric Earth, Aitken’s first North American survey, is organized as a full collaboration and dialogue with the artist. From his breakthrough installation diamond sea (1997) to his most recent event-based work Black Mirror (2011), the exhibition unfolds around the major moving-image installations that articulate his thematic interest in environmental and post-industrial decay, urban abandonment, and the exhaustion of linear time. Conceptualized as an entropic landscape suspended between city, broadcasting machine, and labyrinth, the exhibition is punctuated by the signs, sculptures, photographic images, and altered furniture—all unbound from vernacular language and culture—that Aitken has conceived over the years. The exhibition will also include Aitken’s less exhibited collages and drawings, as well as his work with architecture, printed matter, artist’s books, and graphic design. The exhibition’s logic incorporates that of the nomadic cultural incubator, cross-continental happening and moving earthwork Station to Station (2013), which, like so many of Aitken’s works, embraces a collaborative spirit across disciplines and beyond walls to reimagine the nature of what a work of art can be and of what an art experience can achieve.


03/09/16

Parcours des Mondes



Oramai è un evento consolidato che anima le vie del centro di Parigi, "Percorsi del Mondo" è giunto alla 15 ° edizione, che quest'anno dedica in modo particolare il suo sguardo all'Asia. 

Un evento sempre più ricercato e qualificato che propone nelle vie di Saint-Germain-des-Prés piccole ma preziose mostre d'arte primitiva, per un pubblico molto esigente e specialista.

Fra Rue des Beaux-Arts e Rue Visconti, il visitatore scopre una Parigi trasformata e deliziosamente misteriosa, piena di sculture ancestrali, statue degli antenati e uccelli maschere.

02/09/16

Fra immagini e oggetti alla Fondazione Prada




Presso la Fondazione Prada di Milano sono in corso diverse mostre,  fino al 25 Settembre  c'è “T.T.T.- Template Temples of Tenacity” è costituito da tre nuovi progetti presentati da Mosquito al piano terra del Podium, nel Cinema e negli spazi esterni della Fondazione, realizzati in collaborazione con artisti internazionali. 


WEorNOT (Nastivicious’ Temple #01) (2016) è un’installazione site-specific firmata da Nastivicious, il duo fondato nel 2008 da Mosquito e dall’artista spagnolo Vic Pereiró, in collaborazione con l’illustratrice Ada Diez. Il progetto trasforma la vasta sala del Podium in un tempio contemporaneo, un luogo collettivo di comunione nel quale le pareti in vetro, ricoperte da illustrazioni caricaturali, diventano delle grandi vetrate colorate.




Parallelamente è in corso “True Value” di Theaster Gates (Chicago, Stati Uniti; 1973) che riunisce in due spazi della Fondazione Prada una selezione di opere recenti e nuove commissioni realizzate per la mostra. 


L’opera di Gates è caratterizzata dalla convinzione secondo la quale gli oggetti comuni sono in grado di veicolare una conoscenza profonda, insita non solo nel loro aspetto materiale, ma evocativa anche delle esperienze legate al loro utilizzo. In questo senso, i materiali di scarto rappresentano la memoria collettiva e sono i catalizzatori di una riflessione politica ed estetica sulla riqualificazione culturale e sull’attivismo sociale. 


Ad esempio, le manichette antincendio utilizzate contro i manifestanti all’epoca del movimento americano per i diritti civili degli anni Sessanta, o i pavimenti delle palestre di decine di scuole abbandonate in seguito alla diffusione di politiche neoliberali, sono stati trasformati in opere nelle quali il formalismo non è semplicemente un elemento estetico. La chiave della pratica artistica di Gates risiede in questa attitudine trasformativa, capace di trasmettere un valore universale simbolico. 







E fino al 31 Dicembre è possibile vedere l’esposizione “Kienholz: Five Car Stud”, a cura di Germano Celant, riunisce una selezione di opere realizzate da Edward Kienholz e Nancy Reddin Kienholz, tra le quali la storica installazione che dà il titolo alla mostra.


Five Car Stud è stata creata da Edward Kienholz tra il 1969 e il 1972 ed è stata esposta per la prima volta a documenta 5 a Kassel, curata da Harald Szeemann. L’opera, che riproduce in dimensioni reali una scena di violenza razziale, è considerata una delle più significative dell’artista americano. Nonostante il clamore e l’attenzione della critica suscitati fin dalla sua prima esposizione, Five Car Stud è rimasta non visibile nel deposito di un collezionista giapponese per quasi quarant’anni. Solo tra il 2011 e il 2012, dopo il suo restauro, è stata ripresentata al pubblico del Los Angeles County Museum of Art e del Louisiana Museum of Modern Art in Danimarca. 
Ora parte della Collezione Prada, riappare per la prima volta in Italia in questa mostra. Five Car Stud diventa il nucleo centrale di un percorso espositivo che transitando dalla galleria Sud al Deposito e in uno spazio esterno presenta 25 opere, tra lavori scultorei, assemblage e tableau, realizzati dai Kienholz dal 1959 al 1994, nonché materiali di documentazione sulla storia e il processo di creazione di Five Car Stud.

01/09/16

Work on Paper Fair




In questi ultimi anni si è assistito ad un grande ritorno alla carta, sia nei libri che nelle opere, pare quindi interessante scoprire che dal 2 al 5 Settembre si svolgerà a Lugano "Work on Paper Fair" la prima edizione di una fiera internazionale interamente dedicata alle opere su carta.
WOPART Fair proporrà un affascinante viaggio in tutte le epoche della storia dell’arte, approfondendo tecniche e linguaggi che caratterizzano i lavori esclusivamente realizzati su supporto cartaceo, dal disegno antico alla stampa moderna, dal libro d’artista alla fotografia d’autore, dall’acquerello e dalle stampe orientali alle carte di artisti contemporanei, presentati da un campione di 50 gallerie internazionali.
La selezione degli espositori è garantita da un comitato scientifico presieduto da Giandomenico Di Marzio, giornalista, critico e curatore d’arte contemporanea e da Paolo Manazza, pittore e giornalista specializzato in economia dell’arte, che comprende anche storici e critici dell’arte e della fotografia, collezionisti, docenti universitari tra i più apprezzati, quali Michele Bonuomo, Marco Carminati, Gianluigi Colin, Massimo Di Carlo, Walter Guadagnini, Giuseppe Iannaccone, Piero Mascitti, Marco Meneguzzo, Anna Orlando, Elena Pontiggia, Massimo Pulini, Marco Riccòmini, Marco Vallora.

WOPART offrirà un vasto programma di eventi collaterali che aiuterà il pubblico ad approfondire i temi di maggiore attualità proposti dalla fiera luganese. Tra questi si segnalano le Conversazioni d’Arte, che vedranno alternarsi le lectio magistralis di critici e storici dell’arte, consulenti, specialisti di investimenti in arte, o gli Artist talk, occasioni uniche per conoscere dalla viva voce dei protagonisti internazionali del mercato dell’arte, le loro esperienze e il loro percorso artistico e che saranno trasmesse in streaming sul sito della manifestazione.
Integra il progetto espositivo della fiera un programma di quattro mostre, che indagano attraverso media e linguaggi diversi il tema del ritratto, dall’Ottocento ai giorni nostri. I ritratti di Palazzo Belgioioso – Quando gli artisti dipingono gli artisti, a cura di Massimo Pulini, accompagna il pubblico nella Milano risorgimentale, in uno dei salotti culturali più in voga del periodo: il cosiddetto “cenacolo” di Palazzo Belgioioso, sede della Società degli Artisti e Patriottica, punto di incontro e confronto per scrittori, intellettuali e naturalmente pittori e scultori; presenza notevole, in città, a partire dagli anni dell’Unità d’Italia e fino all’avvento del Fascismo. Un patrimonio ingente quello passato dalla Società alla Collezione Baratti: si parla di un corpus di almeno 150 ritratti dei diversi soci, tra cui Domenico Induno, Giuseppe Bertini, Eleuterio Pagliano, Sebastiano De Albertis, Federico Faruffini, Angelo Morbelli, Achille Beltrame. Proprio da quest’ultimo blocco di lavori proviene la selezione dei 34 disegni esposti, per la prima volta in Svizzera, nel contesto di WOPART, documento determinante per ricostruire l’ambiente e le figure di un salotto borghese che è stato palestra di talenti e eccellenze.

Provengono ancora dalla Collezione Baratti le 40 carte presentate nella mostra Caricature a cavallo tra Otto e Novecento – La vena satirica e lo sberleffo tra maestri del disegno, a cura di Massimo Pulini. L’ambiente è il medesimo – siamo sempre nel contesto della Società degli Artisti e Patriottica – ma cambia in senso radicale lo spirito dei ritratti firmati dai vari Giuseppe Palanti o Mario Bettinelli, che svelando una inaspettata verve dimostrano, come osserva Pulini, “la grande modernità di questi autori, abili spadaccini della penna e impietosi pugili del carbone, ed è proprio il terreno disinibito dell’ironia a restituirci la temperie vivace e fertile che si doveva vivere in quel luogo, in quel cenacolo di ingegni”.
Sono una ventina gli autografi presentati nella mostra I musicisti di Gianni Maimeri – Una selezione dei disegni di concertisti da Stravinskij a Toscanini, che per la curatela di Paolo Manazza offre un omaggio alla figura di Maimeri (1884 – 1951), straordinario cronista per immagini di uno dei periodi più più gloriosi della Scala di Milano. Le matite esposte provengono dall’esposizione permanente allestita negli spazi dell’Auditorium “laVerdi” di Milano e restituisce il clima di stretta compenetrazione tra linguaggi creativi differenti che da sempre contraddistingue il capoluogo lombardo, città dove musica, letteratura e arti visive non mancano di intrecciare i propri percorsi seguendo traiettorie comuni.

A chiudere idealmente l’excursus di WOPART sul tema del ritratto è la mostra Aurelio Amendola, i volti dell’arte – Ventidue magistrali ritratti di artisti del Novecento, a cura di Walter Guadagnini. L’esposizione presenta un nucleo di fotografie che vedono Amendola (Pistoia, 1938) indagare l’animo e lo spirito di grandi nomi della contemporaneità, per una volta non più “soggetto” creatore di opere d’arte ma “oggetto” ritratto. Si passa così senza soluzione di continuità da Alberto Burri a Mimmo Paladino, da Andy Warhol a Giorgio de Chirico fino a Roy Lichtenstein, per una galleria delle personalità più influenti dell’arte italiana e internazionale del XX secolo.
La manifestazione è organizzata da Studio Lobo, col patrocinio della Città di Lugano e dell’Associazione dei fotografi professionisti e fotodesigner svizzeri (SBF) e con la Biennale del Disegno di Rimini, con la partecipazione di Visarte, e si avvale del sostegno di LGT Private Banking, di ARGOS Wealth Administration, di Eberhard & Co. e del contributo del main media partner La Lettura-Corriere della Sera, del media partner ArtsLife e degli sponsor tecnici BIG – Broker Insurance Group, Bildung, Fondazione Maimeri, Frattura Scomposta, Lugano Airport, Kessel Concessionario Ufficiale Maserati e Melià Campione.

31/08/16

Narcissus Garden


Presso la Glass House di Philip Jonson è in corso, fino al 30 Novembre, "Narcissus Garden" opera di  Yayoi Kusama realizzata la prima volta nel 1966 alla 33° Biennale di Venezia, l'evento è per ricordare il 110 ° anniversario della nascita di Philip Johnson e il 10 ° anniversario dell'apertura del sito Glass House al pubblico.






29/08/16

Eric Wesley / St. Louis



Bortolami is pleased to announce the inaugural exhibition of Eric Wesley / St. Louis, a yearlong evolving project, the second of the gallery’s Artist / City programming initiative. Wesley has converted a former Taco Bell restaurant in Cahokia, Illinois, replete with ersatz Spanish Colonial architecture, into “The Bell” which he will actively re-program throughout the year. This inaugural exhibition features a suite of five new tondo paintings that riff on the cross-section of a burrito, a recurring motif in Wesley’s work. In 2000, the artist made a work titled Inch-Alota, a homonym of “enchilada”, which consisted of the production and consumption of an endless burrito.


 As one end was being consumed by the audience (and Wesley, himself), the other end was being continuously added to, an endless stretch of tortillas loaded with rice and beans. In this way, the burrito stands in for a meditation on and an engagement with the notion of infinity. These five new “burrito paintings” use the phrase “con todo” (meaning “with everything”) as the mantra for production. Each painting uses the working line drawing of a stained glass window he made in 2015 as the formal starting point. From there, Wesley applies different painting techniques to these wood panels, employing various representational strategies to great effect. A pea and a bit of onion is represented in an painterly abstract void in one painting, while another painting features the footprint of the building, and another reimagines the burrito cross-section as a human brain. After this initial painting exhibition, Wesley plans on programming the space with different projects throughout the year, including the planting of a vegetable patch or a maize maze, creating sculptures in dialogue with the architecture of the Pizza Hut across the street, casting a bronze bell for the belfry, and orchestrating a series of “happenings” with local amateur thespians.


 Artist / City is a new, experimental alternative for artists to show their work in American cities outside the standard five-week gallery show. Pairing an artist with a space in a different city for a year, we hope to set forth a progressive exhibition structure, expand our programming, and grow geographically without opening full-scale operations. The aim is to create a structure in which our artists can investigate their work without restriction. 


Eric Wesley (b. 1973, Los Angeles) lives and works in Los Angeles, and received his BA from University of California Los Angeles. Wesley has had solo exhibitions in galleries internationally as well as at MOCA, Los Angeles, Foundation Morra Greco, Naples, Italy, and most recently at 356 Mission Road in Los Angeles. Among others, Wesley’s work has been included in exhibitions at the Hammer Museum, Los Angeles; Musée d’Art Contemporain, Bordeaux; Fundación/Colección, Jumex, Mexico; Museo d’Arte, Benevento, Italy; the 2004 Whitney Biennial; The Prague Biennial; Institute of Contemporary Art, London; MoMA P.S.1, New York; and the Studio Museum in Harlem. He is one of the founders of Los Angeles’ Mountain School of Arts. Wesley will be the subject of a solo exhibition at Midway, Minneapolis in September.

26/08/16

Un'altra stagione ...



Da oggi, 26 Agosto, al 4 Settembre si può dire che si apre, con la settimana artistica di Copenhagen, il mondo dell'arte contemporanea.

Dopo una primavera incerta come sarà l'autunno?

Gli umori paiono alquanto alterni si continuano  sentire tante voci di successo ma nel complesso si vede molta tranquillità e opere a basso profilo, ma vediamo col solito giro di fieri autunnali (Frieze, Fiac, Artissima, Art Basel Miami..) cosa succederà.

24/08/16

Alla Fondazione Cartier la grande orchestra degli animali



Alla Fondazione Cartier lo sguardo artistico sulla natura, una mostra molto interessante e ben strutturata.  Molto interessante, e vi consiglio di visitarlo, anche il sito che è stato realizzato per l'occasione : http://www.legrandorchestredesanimaux.com

The Fondation Cartier pour l’art contemporain is pleased to present The Great Animal Orchestra, inspired by the work of American musician and bioacoustician, Bernie Krause. The exhibition brings together the work of artists from all over the world and invites the public to enjoy an aesthetic meditation, both aural and visual, on the animal kingdom, which is increasingly under threat in today’s modern world.
For over 40 years, Bernie Krause has collected almost 5,000 hours of sound recordings of natural habitats, both terrestrial and marine, inhabited by almost 15,000 animal species. His research offers a wonderful immersion into the sound universe of animals, otherwise known as biophony. Before developing a passion for animal recordings, far removed from the world of humans, Bernie Krause worked as a musician and acoustician in the 1960s and 1970s, collaborating with artists like The Doorsand Van Morrison. He also contributed to the creation of soundtracks to well-known films like Rosemary’s Baby by Roman Polanski andApocalypse Now by Francis Ford Coppola.
Bernie Krause is unique. He contemplates the natural world as a poet, he listens to animal vocalizations as a musician, and through his recordings he studies these from the perspective of a scientist. Bernie Krause has become a master in the art of revealing the beauty, diversity and complexity of the languages of wild animals, increasingly reduced to silence by the din of human activity. He implores us to listen to these voices from the living, non-human world before they are definitively shrouded in silence.
The exhibition presents both an aural and a visual dimension. In the transparent, light-filled spaces of the Fondation Cartier, Mexican architects Mauricio Rocha and Gabriela Carrillohave chosen to direct the great orchestra of our images of the animal world. Exploring the multiple visual perspectives that this “glass house” offers, they have created a scenographyin terracotta brick that surrounds the garden and the interior spaces of the building designed by Jean Nouvel.This architectural arrangement metaphorically reproduces that of a symphonic orchestra.
The exhibition presents a drawing of 18 meters in length specifically created for the exhibition by Chinese artist Cai Guo-Qiang. This work displays wild animals of different species gathered around a watering hole in a moment of peace and extreme vulnerability. Cai Guo-Qiang executed this drawing using gunpowder, a material he uses with an unrivalled expertise and dexterity. On large sheets of paper, an outline was first of all drawn using black gunpowder before being set alight. The traces of burn marks and smoke compose the sought-after motif: a landscape populated by animals.
With the image created by Cai Guo-Qiang, evocative of the cave paintings from prehistoric times, the exhibition associates the striking yet rather strange photographs of Japanese artist Manabu Miyazaki. These are taken using a kind of robotic “camera trap,” and done so with great ingenuity and unparalleled sensitivity.Exhibited for the first time outside of Japan, these images allow the viewer to see wild animals sharing the same environment and pathways as their human counterparts. Manabu Miyazaki’s photographs also reveal the mysterious dreamlike beauty of the night-time flight of birds through the forest. The artist describes his approach in the following words: “My camera traps are like trees observing the animals. The watchful eye of the tree becomes my camera.”
With: Pierre Bodo, Cai Guo-Qiang, Cornell Lab of Ornithology, Raymond Depardon et Claudine Nougaret, Bernie Krause, JP Mika, Manabu Miyazaki, Moke, Ryuichi Sakamoto, Christian Sardet, Hiroshi Sugimoto, Shiro Takatani, TALLER Mauricio Rocha + Gabriela Carrillo, Tara Océans, Cyprien Tokoudagba, United Visual Artists, Agnès Varda, Adriana Varejão  Open Tuesday evenings until 10 pm