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20/11/17

Vezzoli meet De Chirico



Fino al 15 Dicembre presso Nahmad Projects a Londra Francesco Vezzoli ha ideato una mostra omaggio a Giorgio De Chirico, nel suo stile ridondante creato un piacevole effetto immersivo. 






19/11/17

Autunno nella gallerie torinesi



Dopo la scorpacciata di eventi artistici nella ricca settimana di Artissima, ora posso visitare le proposte più tranquille delle gallerie di Torino.



Ho iniziato dalla galleria Giorgio Galotti che propone un bel progetto di Anders Holen, un particolare gioco di attrazione ed estetica.







Mi sono poi spostato dalla Fusion Inaudita dove ci sono i delicati lavori di Cristiana De Marchi, in cui il vissuto diretto dell'artista trova un perfetta forma narrativa fra intimità e realtà socio-politica







La galleria Alessio Moitre propone la recente produzione di Andrea Grotto, una serie di spazi pittorici narrati trasformazioni energetiche.






Trasformazione che è più fisica nei quadri di  Romina Bassu proposti da Burnig Gallery.






Norma Mangione ospita le opere materiche di Anita Leisz.







Riccardo Costantini offre tre cromatici lavori di Nicola Ponzio.







Musabilis Arte accoglie un’istallazione naturale di Sergio Agosti.






Dalla galleria Raffaele De Chirico ci sono gli scatti di Narciso Contreras, mentre nella project room c'è un interessante lavoro del duo Federica Patera e Andrea Sbra Perego.






Alberto Peola presente il recente lavoro di Botto & Bruno







mentre da Guido Costa c’è il lavoro postumo di Chiara Fumai.





Presso lo Spazio Don Chisciotte c’è un’antologica fotografica di Guido Harari, con i suoi divertenti scatti di celebrità del mondo della musica, ma non solo.







Galo Art Gallery offre i monocromo urbani di M-City,







Concludo poi dallo spazio Crisalide, il racconto delle donne attraverso la materia, un percorso artistico che Silvia Danesi ha realizzato con 18 donne vittime di violenze, elaborate in opere creative. 





18/11/17

Già 20 anni per New Museum







Il New Museum di New York festeggia ben due venti, il compimento di quarantanni di attività e i dieci anni per la nuova sede sulla Bowery. 


Nato dalla forte volontà di Marcia Tucker di dare spazio alla contemporaneità  ora è un punto di riferimento internazionale. 



CS
The New Museum began as an idea in the mind of founding Director Marcia Tucker. As a curator at the Whitney Museum of American Art from 1967 through 1976, Tucker observed firsthand that new work by living artists was not easily assimilated into the conventional exhibition and collection structure of the traditional art museum.

Portrait of Marcia Tucker
The care and attention that these venerable institutions lavished on older, established artists and artworks was not yet being extended to art being made in the present. Interested in bringing the scholarly practices of these older institutions to younger artists and their work, Tucker imagined an institution devoted to presenting, studying, and interpreting contemporary art.
When Tucker officially founded the New Museum on January 1, 1977, it was the first museum devoted to contemporary art established in New York City since the Second World War. Positioned between a traditional museum and an alternative space, the New Museum’s stated mission was to be a catalyst for a broad dialogue between artists and the public by establishing “an exhibition, information, and documentation center for contemporary art made within a period of approximately ten years prior to the present.” The Museum presented the work of living artists who did not yet have wide public exposure or critical acceptance to a broader public.



The first New Museum exhibition was organized by Tucker at C Space, an alternative space not far from the Museum’s temporary offices on Hudson Street in Tribeca. Entitled “Memory,” the exhibition reflected on connections between personal and collective memory, a meditation on the function of the museum and the making of cultural history. This show—like every New Museum exhibition that has followed—was accompanied by a catalogue, documenting the exhibition for present and future audiences.

...  history 

17/11/17

Art bonus





Come forse già sapete l’Art bonus consente un credito di imposta, pari al 65% dell’importo donato, a chi effettua erogazioni liberali a sostegno del patrimonio culturale pubblico italiano.

La campagna Art bonus si basa sul concetto che il patrimonio artistico-culturale viva anche dentro di noi. Tale concetto è espresso utilizzando la suggestione puramente visiva della esposizione multipla, tecnica fotografica con cui si sovrappongono varie esposizioni di diversi soggetti (un manager, un imprenditore, una signora che fa shopping, un pescivendolo, una musicista, due architetti e due studenti) dentro i quali sono evocati alcuni dei più significativi beni culturali del nostro paese.

Conservare i nostri beni culturali vuol dire conservare anche la nostra identità e trasmetterla ai nostri figli. Anzi, molto di più: è garantire al mondo la perpetuazione di una risorsa cruciale il cui destino è anche nelle nostre mani.

Questo tema è il principio sul quale è costruita la comunicazione per l’Art bonus, e viene proposto al grande pubblico italiano in modo che l’appello al mecenatismo non sia sostenuto solo da un criterio di vantaggio fiscale – di cui peraltro si informa puntualmente – ma abbia una motivazione, anche educativa, più profonda e ampia.

Si è preferito sollecitare simultaneamente emozioni sociali forti come l’appartenenza, l’orgoglio, la cura: perché ascoltando questo appello i cittadini italiani, privati cittadini o imprenditori che siano, avvertano la parte bella dentro di loro che li chiama all’azione.

info http://artbonus.gov.it/


16/11/17

MilanoAttraverso




Nell’attuale panorama di proposte culturale segnalo “MilanoAttraverso” una interessante iniziativa che riguarda lo spazio urbano, includendo le persone in un percorso aperto, attivando incontri e istanze diverse, legando così passato, presente e futuro di Milano.

Fra i diversi progetti è attualmente in corso, fino al 18 gennaio 2018, l’installazione I would so much like that you remembered dell’artista francese Sophie Usunier, un’opera collettiva composta da più di 20.000 post-it, dove tutti possono scrivere o disegnare. L’azione fa parte di MilanoAttraverso, racconto contemporaneo della sensibilità di Milano nell’accogliere i suoi nuovi cittadini.

L’installazione invita tutti coloro che attraverseranno il corridoio dell’Istituto geriatrico P. Redaelli in via Bartolomeo D’Alviano 78 a riempire i post-it con un messaggio, un pensiero, un ricordo. L’intento è quello di evidenziare il recupero della memoria, dando la possibilità agli spettatori, materializzando i propri pensieri, di modificare l’opera interagendo con essa. La memoria anonima del singolo esiste e coesiste con le altre, dando vita a una memoria collettiva.

“I would so much like that you remembered” è un’installazione a cura di ArtCityLab, con il coordinamento di Non Riservato.



Parte di questa inziativa è anche AndarXporte, un progetto di ArtCityLab, che si propone di dare nuovo sguardo, lettura e attenzione a Palazzo Archinto.

L’idea è quella di proporre un percorso di visita alternativo del primo piano del Palazzo, includendo corridoi e stanze principali e secondarie, scoprendo ad ogni angolo un punto nuovo e mai visto, creando associazioni visive e mentali tramite accostamenti studiati ad hoc per il progetto.

La porta oggi può non essere più considerata solo come parte integrante del muro, ma può ottenere una personale accezione: metafora dell’esperienza della vita, punto di incontro tra passato e futuro, tra interno ed esterno.

La proposta prevede la creazione di un tragitto, attraverso il tema della porta, che condurrà alla costruzione di passaggi – sia fisici che mentali, alcuni evidenti e altri più introspettivi – attraverso la storia: uno spostamento tra porta e porta, un affaccio, che diventa un vero e proprio viaggio nei secoli, tra passato, presente e futuro.

Il visitatore varcherà la soglia di ogni porta che incontrerà, e verrà condotto in un altro mondo, in un percorso costruito appositamente per permettergli di effettuare un viaggio tra i secoli, attraverso la nostra storia. Un tragitto che indagherà anche il tempo presente, in cui realmente esistiamo, mediante continui affacci e riferimenti, accostamenti e associazioni con opere contemporanee di natura diversa come video, installazioni, performance, fino ad arrivare all’ultima tappa: il futuro, la nuova era, ciò che verrà e che noi e le generazioni future saremo e diventeremo. In questa mostra il futuro verrà identificato con i social network, scatola imprescindibile che conterrà – probabilmente senza limiti di tempo e quantità – informazioni e immagini.

Un’ultima porta – non per importanza – si aprirà sull’immigrazione come tema del passaggio, dello spostamento, del viaggio, un cambiamento ben più doloroso dei precedenti, che verrà indagato in punta di piedi per completare il motivo della porta come cambiamento, spostamento da un luogo all’altro, in questo caso non più figurato ma reale.

Inaugurazione mercoledì 18 ottobre alle ore 18:00
Dal 19 ottobre al 1° dicembre 2017 (aperto da lunedì a giovedì dalle 12:00 alle 18:00, venerdì dalle 12:00 alle 16:00; giovedì 30 novembre aperto fino alle ore 24:00 per il Gallery day 5Vie).
Palazzo Archinto, via Olmetto 6, Milano

http://www.milanoattraverso.it/andarxporte/




15/11/17

Arriva Miami Beach - Art Basel 2017



Mentre in Europa impazza il freddo sulla calda costa della Florida si sta preparando una nuova frizzante edizione di Miami Beach / Art Basel.


CS

Public: Philipp Kaiser curates the sector for the first time 2017 marks the first year that Philipp Kaiser, independent curator and critic, will curate the Public sector at Art Basel in Miami Beach. Framed around the theme ‘Territorial’, the sector will transform Collins Park into an outdoor exhibition space, featuring 11 site-responsive works by established and emerging artists: Frida Baranek, Yto Barrada, Daniel Buren, Abraham Cruzvillegas, Philippe Decrauzat, Noël Dolla, Cyprien Gaillard, Daniel Knorr, Harold Mendez, Manuela Viera-Gallo and Brenna Youngblood. In addition, Jim Shaw and his D’red D’warf band will present the premiere of ‘The Rinse Cycle', a progressive rock opera ten years in the making. Art Basel, whose Lead Partner is UBS, takes place at the Miami Beach Convention Center from December 7 to December 10, 2017. 

Commenting on the theme of this year’s sector – ‘Territorial’ – Philipp Kaiser notes, 'Since time immemorial, sculpture has been territorial, commanding and authoritarian. Even when sculpture is presented with utmost restraint and elegance, it asserts its own physical space that we inevitably must share with it.' The works selected for Public address this aspect of sculpture as the pieces claim space or territory through size, scale, intensity and sound, among other artistic practices. The theme is also a reference to a specific historical discourse from the 1960s in which artists of different nationalities became interested in new sites for their sculptures that existed outside of traditional art institutions. 

Incorporating elements of sound and motion, ‘Les Guirlandes’ by Daniel Buren (b. 1938) will be one of the centerpieces of this year’s sector. The restaging of this historic work, which originally debuted at Documenta 7 in 1982, will feature decorative striped flag garlands strung across Collins Park. Loudspeakers will play musical samples in chronological order – from the baroque operas of Jean-Baptiste Lully to the ragtime of Scott Joplin – that will be systematically interrupted by the recitation of words for colors in 14 different languages. Buren’s display will at once imbue the surrounding space with a playful and festive ambience and present a pointed critique of our era’s widespread nationalism. 


In the works of Abraham Cruzvillegas (b. 1968) and Yto Barrada (b. 1971), both artists draw upon personal experiences from their hometowns to comment upon economic and political concerns. Cruzvillegas’ ‘Self-reconstructed Ellipsis’ will be comprised of three wooden structures based on shelters from Colonia Ajusco in Mexico City, where the artist grew up. Referencing the collaborative and improvisatory building tactics often used in the neighborhood, the installation will be made from bare timber and raw pieces of wood that will support angled roofs of tarred, fluted cardboard sheets. ‘Syrinx (Plumber Assemblage)’ by Barrada will present a series of sculptures created from plumbing materials acquired from the Grand Socco in the artist’s home of Tangier. Including pipes, faucets and spigots, these plumbing elements are often used by out-of-work plumbers to signal their availability for hire and serve as a public display for the city’s struggling workers. 


 Everyday objects are also used to reference larger social issues in Manuela VieraGallo’s (b. 1977) piece, ‘Domestic Violence: Matriz Nula’, which translates the fears, pains and experiences of women who are survivors of domestic violence. In the installation, fragmented and broken ceramic dishes and cups are lashed together to create a serialized sequence of ornaments. The objects look dangerous – sharp, pointed and capable of harm – yet they hang silent and inert, proof of a violent action that has already taken place and the concealed tragedy of domestic violence on a global scale. 


Additional political works in Public include ‘KOE’, a video work by Cyprien Gaillard (b. 1980), which comments on the implications of territorial shifts and displacements. The film follows a flock of exotic parakeets that originate from Africa and Asia but were brought to Europe to be kept as pets and have since founded an ecological niche in the urban wilderness of Dusseldorf, Germany. ‘Jaulas’ by Harold Mendez (b. 1977) will feature a grouping of found animal cages that together present various narratives of conflict and address questions of freedom and existence. Arranged in a circular composition, each cage holds a stone sculpture of an animal that has been demolished, broken apart and deteriorated so that only fragments of the sculpture are left, as if the animals have each been in a quarrel. 

In her first sculpture in bronze, Brenna Youngblood (b. 1979) explores the relationship between language and identity. The title of the piece, ‘M.I.A’, signifies both personal and political events – the acronym used for soldiers missing in battle, a reference to the artist’s 2011 exhibition at Honor Fraser Gallery titled ‘The Mathematics of an Individual Achievement’ and finally, a reference to the Montgomery Improvement Association, a group co-organized by Martin Luther King, Jr. to guide the 1955 Montgomery bus boycott protest. 


Referencing Piero Manzoni's upside-down pedestal 'Socle du Monde' from 1961, ‘Navel of the World’ by Daniel Knorr (b. 1968) revives Manzoni's practice of signalizing a singular point, situating it within a political sphere. The ‘navel of the world’ is a popular term for the center of the earth. In many cultures, this point is set at the intersection of mystical coordinates. The act of piercing also has a complex history and appeared as early as 7000 B.C. It was used to distinguish between cultural backgrounds or class status. Piercing ‘the most important point of the world’ is an act of humanizing the earth, also shifting its meaning to the level of contemporary body consciousness. 

Public will also feature works that investigate elements of urban and natural landscapes. ‘Reflections on the Horizon’ by Brazilian artist Frida Baranek (b. 1961) builds upon the artist’s interest in the horizon line, particularly its vastness and intangibility. The installation will be composed of several manila rope bundles that are each affixed to colored, transparent and engraved acrylic disks. Visitors are invited to pick up the disks and gaze through them, as each one generates a different perspective and sensation of the landscape in Collins Park. Noël Dolla (b. 1945), who was a member of the revolutionary Supports/Surfaces group from the late 1960s and 1970s which took painting to a more conceptual level in response to the reactionary climate post-1968, will present 'Restructuration Spatiale n°15', an installation that can be seen as a continuation of ‘Rêve éveillé’, a dialogue that began in the enchanting enclosed gardens of the Petit Palais in Paris. 

Philippe Decrauzat (b. 1974) will explore the principles of tensegrity – an architectural coinage from the 1950s that refers to a structure’s tensional integrity – in two sculptures titled ‘Orator’ and ‘Shut and Open at the Same Time’. These works build upon Decrauzat’s appropriation of the historic avant-garde as a means to explore questions of visual and spatial perception that are closer to the digital era. The two sculptures present the transition of the same form from a two-dimensional to a three-dimensional object and play with the boundaries between line and surface. 

 As part of Public, Jim Shaw (b.1952) will premier his much anticipated progressive rock opera ‘The Rinse Cycle'. Shaw, who recently had solo shows at the Massachusetts Museum of Contemporary Art, The New Museum in New York and the Marciano Foundation in Los Angeles, has worked on the opera for ten years and with his band D’red D’warf will perform the first two parts of the opera that combine written music with improvisation, prehistoric chanting and spoken word, accompanied by visuals made by Shaw specifically for the performance. Taking place at SoundScape Park on Wednesday evening, December 6, the opera is free of charge and open to the public. 

Public artworks: Frida Baranek, Reflections on the Horizon, 2017, Galeria Raquel Arnaud Yto Barrada, Syrinx (Plumber Assemblage), 2015-2017, Sfeir-Semler Gallery Daniel Buren, Les Guirlandes, 1982-2017, Bortolami Abraham Cruzvillegas, Self Reconstructed Ellipsis, 2016, Regen Projects, kurimanzutto Philippe Decrauzat, Orator and Shut and Open at the Same Time, 2016, Parra & Romero Noël Dolla, Restructuration Spatiale n°15, Ceysson & Bénétière Cyprien Gaillard, KOE, 2015, Sprüth Magers, Gladstone Gallery Daniel Knorr, Navel of the World, 2017, Galerie nächst St. Stephan Rosemarie Schwarzwälder, Meyer Riegger Harold Mendez, Jaulas, 2017, Patron Manuela Viera-Gallo, Domestic Violence: Morir Matando, 2009, Instituto de visión Brenna Youngblood, M.I.A., 2011, Honor Fraser 

Public Sector Special Performance: Wednesday, December 6, 8pm to 9pm, SoundScape Park Free public access 

Jim Shaw and D’red D’warf, The Rinse Cycle: Parts One & Two, Presented with the support of Blum & Poe, Metro Pictures, and Simon Lee Gallery.

The Public sector is supported by MGM Resorts Art & Culture. More information on the sector is available at artbasel.com/miami-beach/public.

14/11/17

Osservatorio con Stefano Graziani




Da alcuni giorni presso lo spazio  "Osservatorio della Fondazione Prada" in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano è in corso una bella mostra ideata da Stefano Graziani “Questioning Pictures”, con la cura di Francesco Zanot; in cui la fotografia è vista come strumento di narrazione, catalogazione e reinterpretazione, le opere sono state commissionate dalla fondazione stessa. 



Graziani indaga sistemi di archiviazione e conservazione di musei come il Canadian Centre for Architecture (CCA) di Montreal, il John Soane’s Museum di Londra, il Kunstmuseum di Basilea, il Museum Insel Hombroich di Neuss, il Museo di Castelvecchio a Verona e la gipsoteca di Antonio Canova a Possagno, concentrandosi sul rapporto ambivalente tra fotografia e oggetto museale. Il fotografo si muove su un territorio ambiguo: da una parte svolge un lavoro di documentazione di materiali diversi come disegni e modelli architettonici, libri, fotografie e dipinti, dall’altra intraprende un percorso di interpretazione attraverso un uso attento delle luci e degli angoli di ripresa e l’inclusione nei suoi scatti di elementi di disturbo. Le sue fotografie non solo rivelano raccolte museali e archivi a cui solitamente il pubblico non ha accesso, ma li riattivano secondo logiche e prospettive del tutto soggettive.



Attraverso un dispositivo allestitivo, concepito dallo studio OFFICE Kersten Geers David Van Severen come un sistema di paraventi colorati e modulabili, disposti sui due livelli dell’Osservatorio, si creano degli accostamenti visivi e semantici inaspettati tra le fotografie e tra gli oggetti rappresentati. Il modello di un edificio di Aldo Rossi è collegato a un disegno di Gordon Matta-Clark, un album fotografico di fine Ottocento su Pompei è accostato a un plastico del Pantheon in mostra al John Soane’s Museum di Londra, un gesso di Antonio Canova conservato a Possagno dialoga con le Tre Grazie di Lucas Cranach esposte al Kunstmuseum di Basilea e ancora una maquette di un progetto utopico di Cedric Price è associato a un prototipo di tavolo disegnato da Mies van der Rohe. Ciò che unisce questo insieme eterogeneo di oggetti e opere d’arte è il pensiero di Graziani, la cui visione li trasforma in nature morte, disorientanti e inattese. 

13/11/17

Present Continuous




Dopo il  Museo wunderkammer di  Trento,  è la volta di Studio Corte 17 di Prato ad intervenire al progetto  "present_continuous", vincitore del bando Funder35 2016.

 ARTECO invita alcune fra le realtà indipendenti più interessanti nel panorama italiano attive sul fronte della ricerca storico - artistica e delle pratiche curatoriali contemporanee a confrontarsi su aspetti specifici della progettazione culturale: il rapporto artista-curatore, le pratiche archivistiche, il riuso degli spazi dismessi e/o sotto-utilizzati, il coinvolgimento dei pubblici. 


DOVE STA IL CONTEMPORANEO?  ente ospite Studio Corte 17, Prato Martedì 14 Novembre 2017 | h. 17  

Museo Naturalistico “Pietro Franchetti”, presso Collegio San Giuseppe, via San Francesco da Paola 23 – Torino

“E’ in questo senso che si può dire che la via d’accesso al presente, ha necessariamente la forma di un’archeologia” (Agamben 2005).  La mappatura e il censimento sono strumenti preliminari e indispensabili allo studio e alla conservazione di un bene storico-artistico e paesaggistico, ma la loro applicazione può essere più estesa e variegata e spesso funzionare da apripista per nuovi scenari. Oltre alla salvaguardia, per esempio, il censimento permette il riutilizzo accorto e consapevole che apre una riflessione sull’effettiva disponibilità di spazi nelle città contemporanee e sul riuso di edifici storici. Cosa succede quando le pratiche artistiche contemporanee si inseriscono in questi processi?

La ricerca di Studio Corte 17 si esprime attraverso una costante indagine di nuove pratiche artistiche sperimentali e attenti studi del paesaggio industriale della città di Prato. Fondato nel 2015 dall’artista Chiara Bettazzi, è oggi un luogo legato alla cultura contemporanea e porta avanti due progetti principali: Industrial Heritage map, archiviazione di vecchie fabbriche ancora presenti tra Prato e l’area della Val di Bisenzio; TAI – Tuscan Art Industry, giorni del contemporaneo nell’archeologia industriale Toscana, manifestazione annuale che promuove l’uso di vecchi opifici del territorio attraverso l’arte contemporanea, lavorando a contatto con gli archivi storici e varie figure professionali.


Seguirà:

METTERE LE COSE IN CHIARO ente ospite PELAGICA, Milano  Martedì 28 Novembre 2017 | h. 16

Per un curatore, il rapporto con gli artisti apre ogni volta un ventaglio di possibilità diverse, per cui spesso diventa necessario circoscrivere il campo. Questo significa porre e porsi dei limiti che possono essere di differente forma e funzione, sia per il curatore, sia per l’artista. A quale scopo e qual’è il valore aggiunto di questo approccio? Quali gradi di libertà si negoziano nel processo creativo? E cosa succede quando è l’artista stesso a vestire i panni del curatore?

Pelagica è un progetto curatoriale e di ricerca sullo scenario Mediterraneo fondato da Laura Lecce e Fabrizio Vatieri, che utilizza le arti visive come principale strumento di indagine. Intraprende un’esplorazione e dunque una lettura dell’area mediterranea attraverso i progetti artistici che produce e con cui interagisce. Consapevolmente opera in una geografia complessa soprattutto perché inserita in un immaginario di riferimento spesso connotato. Il Mediterraneo è spesso indicato come esotica regione uniforme ed è stato artisticamente riferito al “topos” invadente della metafora letteraria. Al contrario il Mediterraneo oggi e sempre impone a chi vuole comprenderlo, una pluralità di tempi compresenti e dei segni visibili dei diversi insediamenti umani.



Altre info al sito http://www.associazionearteco.it 

12/11/17

Arte e moda



Agnetti per Fattore K 

Il rapporto fra arte moda è sempre molto intenso, in questo ultimo periodo ci sono state diverse collaborazione. Iniziamo da Gucci che per alcuni progetti collabora con l’artista Unskilled Worker con cui ha anche realizzato una collezione esclusiva.


Angela Missoni quest’anno ha attivato il negozio dell’Upper East Side come progetti di proposte culturale iscritte nell'iniziativa "Surface Conversion project". 



Il gruppo Krizia fa realizzare degli interventi artistici nella vetrina in via della Spiga e poi i Marciano, proprietari del gruppo Guess, da poco hanno aperto un grande spazio sul Wilshire Boulverard di Los Angeles, dove sono esposte opere della loro collezione e verranno proposti interventi site specific.



11/11/17

Leonardo contemporaneo...



Notizia strana, il prossimo 15 Novembre andrà all'asta, nella sezione  Evening Sale of Post-War and Contemporary Art, a New York il "Salvator Mundi" un quadro attribuito recentemente a Leonardo da Vinci. 

A parte il fatto che per me questo quadro non è di Leonardo da Vinci, stilisticamente è alquanto evidente, ma vedremo che dirà la storia. 

La cosa divertente è che è proposto nella sezione della contemporaneità, chissà poi perché?  

Forse perché famolo strano richiama meglio i media, caso mai già il nome Leonardo non bastasse. Forse perché in quell'asta ci sono anche delle opere di Andy Wharol ispirati all'ultima cena?

Questo poi è l'unico quadro in commercio al mondo per cui un evento unico, chissà se sarà anche la battuta all'asta! 

Fra pochi giorni lo sapremo.

10/11/17

Louvre Abu Dhabi


Finalmente fra pochi giorni il 11 novembre si inaugurerà il fantastico Louvre Abu Dhabi realizzato su un progetto di Jean Nouvel, un piccolo villaggio di  edifici sormontati da questa stupenda cupola traforata, in una rilettura della tradizione architettonica araba.



Sono già state allestite le fantastiche opere che sono arriveranno da Parigi, dal Louvre ma non solo, infatti sono diversi i musei parigini che cooperano per poter creare una incredibile collezione storica d’arte, in questo luogo che è un bel manifesto di cultura mondiale, legato dall’amore per la storia, la tradizione e la bellezza. 







09/11/17

Arte altalenante... - La mediocrità artistica dei Superflex alla Tate Modern di Londra


Passate le giornate delle fiere commerciali guardiamo un poco alle proposte artistiche londinesi.
La più nota è l’intervento nella grande Hall della Tate Modern, sulle rive del Tamigi, che se all’inizio erano importanti eventi artistici ora si trasformano in eventi da avanspettacolo, anzi in questo caso, gioco infantile.


Per questa fine d'anno il gruppo Superflex ha ideato un variopinto mediocre gruppo di altalene con moquette colorata, un perfetto esempio di arte e arredamento. Ideale per potare nei tempi bigi i bambini al coperto e farli sfogare un poco.


Di cosa ci sia di artistico è difficile capirlo, forse le vecchie filippiche socio-cultural-interattive, che oramai sono diventate un mantra noioso e bruttino, come questo intervento