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16/08/17

An Incomplete History of Protest




Il Whitney Museum di New York inaugura il prossimo 18 Agosto una mostra sulle opere di protesta sociale, tema che da diversi tempi anima molti progetti espositivi. 

Sempre di più, mi pare, che stia diventando impellente capire quanto realmente certe posizioni artistiche siano reali sostenitrici della comunità culturale e non la usino solo per avere attenzione mediatica. 

La mostra nel complesso analizzerà il periodo dal 1940 la nostro presente.



CS
Through the lens of the Whitney’s collection, An Incomplete History of Protest looks at how artists from the 1940s to the present have confronted the political and social issues of their day. Whether making art as a form of activism, criticism, instruction, or inspiration, the featured artists see their work as essential to challenging established thought and creating a more equitable culture. 

Many have sought immediate change, such as ending the war in Vietnam or combating the AIDS crisis. Others have engaged with protest more indirectly, with the long term in mind, hoping to create new ways of imagining society and citizenship.

Since its founding in the early twentieth century, the Whitney has served as a forum for the most urgent art and ideas of the day, at times attracting protest itself. An Incomplete History of Protest, however, is by name and necessity a limited account. No exhibition can approximate the activism now happening in the streets and online, and no collection can account fully for the methodological, stylistic, and political diversity of artistic address. Instead, the exhibition offers a sequence of historical case studies focused on particular moments and themes—from questions of representation to the fight for civil rights—that remain relevant today. At the root of the exhibition is the belief that artists play a profound role in transforming their time and shaping the future.

An Incomplete History of Protest: Selections from the Whitney’s Collection, 1940–2017 is organized by David Breslin, DeMartini Family Curator and Director of the Collection; Jennie Goldstein, assistant curator; and Rujeko Hockley, assistant curator; with David Kiehl, curator emeritus; and Margaret Kross, curatorial assistant.

14/08/17

Simone Forti / To Play the Flute




Sarà con una selezione di performance dell’artista, coreografa e performer italoamericana che per tre giorni animerà la Sala Fontana del Museo del Novecento To Play the Flute,  il primo appuntamento di Furla Series #01, che consiste nel reenactment di quattro performance storiche che rappresentano tappe fondamentali nel percorso artistico di Simone Forti: da Huddle e Censor (entrambe del 1961) fino a Cloths (1967) e Sleepwalkers (1968), la selezione restituisce alcuni degli elementi chiave che contraddistinguono il suo approccio alla performance, come la combinazione di azioni e oggetti e il ruolo fondamentale del suono.

Simone Forti è da oltre cinquant’anni una delle figure di riferimento della danza postmoderna. Dai movimenti minimali e prosaici dei suoi primi lavori, alle improvvisazioni che coniugano parola e movimento, la sua ricerca ha profondamente influenzato la danza e le pratiche performative contemporanee.

È in particolare con le celebri Dance Constructions – oggi parte della collezione permanente del Museum of Modern Art di New York – che Simone Forti si afferma sulla scena artistica degli anni Sessanta come innovatrice e sperimentatrice del linguaggio del corpo. Presentate per la prima volta nel 1961 come parte delle Five Dance Constructions and Some Other Things durante una serie di eventi organizzati da La Monte Young nello studio di Yoko Ono a New York, queste performance ripensano la relazione tra corpo e oggetto, movimento e scultura, rispetto delle regole e improvvisazione. Si tratta di azioni costituite da movimenti semplici o dall’interazione con oggetti, in cui l’espressione personale e l’improvvisazione vengono sempre precluse dagli sforzi richiesti per svolgere determinati movimenti o seguire delle regole.

Lavoro tra i più noti di questa serie, Huddle consiste nel gesto collettivo di un gruppo di persone che, strette le une alle altre, creano una sola entità strutturale. Un insieme disuniforme di braccia, gambe, busti e teste prende forma sotto gli occhi degli spettatori, diventando una scultura fatta di corpi che ad uno ad uno scalano questa massa per poi rientrare a farne parte.

Presentato nel 1961 all’interno dello stesso contesto, Censor è invece uno scontro tra suoni: una pentola piena di chiodi viene scossa vigorosamente mentre una canzone è intonata ad alta voce, un’estenuante competizione acustica che all’interno di To Play the Flute viene ripetuta più volte fungendo da intermezzo tra una performance e l’altra.

In Cloths, realizzata per la prima volta nel 1967 alla School of Visual Arts di New York, tre tele nere occupano lo spazio celando altrettanti performer che rovesciano su di esse una serie di drappi a formare una stratificazione di superfici colorate, mentre cantano sovrapponendo le loro voci a brani preregistrati di altre canzoni. Il corpo scompare per lasciare completamente la scena a due elementi fondamentali nella ricerca dell’artista: il movimento – in questo caso quello dei tessuti – e la musica.

Infine Sleepwalkers, a Milano interpretato dalla performer e danzatrice Claire Filmon, è uno dei lavori più noti di Simone Forti ed è legato alla sua esperienza in Italia negli anni Sessanta. La performance fu infatti eseguita per la prima volta alla Galleria L’Attico di Roma nel 1968, dopo che l’artista trascorse giorni a osservare e disegnare la fauna dello zoo della città. Il risultato è un lavoro meditativo, basato sui comportamenti abituali che gli animali sviluppano in risposta all’ambiente confinato in cui si trovano, restituiti nell’azione performativa tramite movimenti minimi che indagano il complicato equilibrio tra restrizione e libertà.

Foto copertina: Simone Forti, Huddle (1961), performed at Le Mouvement - Performing the City, Biel/Bienne, 2014. The Museum of Modern Art, New York. © 2017 The Museum of Modern Art. Photo: Meyer & Kangangi. Photo courtesy the artist.




21-22-23 Settembre 2017
19.00 (accesso ore 18.30)
20.30 (accesso ore 20.00)
Ingresso libero fino a esaurimento posti

Sala Fontana, Museo del Novecento
Via Marconi, 1
Milano

13/08/17

Adrián Villar Rojas a Bregenz



Anche presso il Kunsthaus Bregenz l'artista argentino interviene con una grande messa in scena, se i primi interventi erano particolarmente validi ultimamente tende al compiacimento, vedi la selezione di opere note e il gioco ironico con i gattini... 

Nel complesso la suggestione è gradevole, forse però inizia a diventare debole. 



CS

Adrián Villar Rojas has become renowned for his site-specific work. At the Bienal del Fin del Mundo 2009 in Patagonia, a lithic whale lay stranded in a forest. For the 2011 Venice Biennale, the artist erected a forest of stone creatures, extending to the ceiling like surreal pillars. He thinks in terms of geological periods, equating prehistoric history and the distant future in his imagery.
Villar Rojas’ exhibition The Theater of Disappearance has already secured its place in the history of Kunsthaus Bregenz. The artist has conceived a passage through human culture from its origins to its apotheosis.
The ground floor provides Adrián Villar Rojas’ exhibition with a completely empty stage. Even the ticket counter has been removed. Colored light streams through the windows. A reproduction of the painting Madonna del Parto(1450–1475) by Piero della Francesca extends across the floor, depicting a pregnant Madonna.
The first floor is darkened, flora hanging from its ceiling, the floor space paved in brown marble, the fossils within it meticulously exposed. Is this an ancient place of worship, at the origins of man, or the vaults of his tragic existence?


The second floor is likewise darkened, a copy of Picasso’s Guernica (1937) located in the middle. Villar Rojas adds a bar of fire, flickering along its lower edge. An image of a bearded hunter is displayed adjacent to one of two dinosaurs. An iron basket hangs from the ceiling. Humans exist in the world and, with them, carnage and violence.
The atmosphere changes on the predominantly white upper floor. The legs of Michelangelo’s David (1501—1504) are enthroned on a ramp. Humanity has arrived in Olympus, abandoning Earth, a cyber spider is the last remaining witness to humanity’s disappearance — a post-apocalyptic scenario.









12/08/17

Performa 17 - Circulations



Anticipando un trend ora attualissimo Performa dal 2005 a New York segue le forme delle performance e differenzia ora con altri progetti come Circulations un incrocio fra architettura e artisticità performativa. 


CS

Performa, the internationally acclaimed organization dedicated to live performance across disciplines, announces Circulations, an ambitious architecture program for Performa 17, the seventh edition of the Performa Biennial, to take place November 1–19, 2017, at locations throughout New York City. Circulations builds upon Performa’s sustained commitment to revealing how performance can be a radical tool to rethink architecture’s uses and aesthetics. It will unfold as a multilayered program comprised of site-specific live performances and architectural experiments in iconic and unexpected architectural venues throughout the city and region, as well as a symposium and a scholarly publication.
“Performance and architecture always go hand in hand.  From our daily routines, to the spaces that Performa identifies as frame or backdrop for Performa Commissions, it is the built environment that shapes our behavior and impacts our understanding of space,” says RoseLee Goldberg, Founding Director and Chief Curator of Performa. “Since the late 1970s, when new building commissions were scarce, architects used performance to put their concepts into practice, even before constructing their first buildings. Performa 17 puts a spotlight on this little-known history, while initiating live works that reveal current architectural sensibilities and modes of thinking in new ways.”    
Examining one of architecture’s primary concerns—the movement of bodies in space—and entering into present-day political and social debates, Circulations will gather together architects, artists, curators, performers, and theorists to explore the predicaments of contemporary urban life, and to enact possible alternatives in new commissioned live works and collaborative projects. The program will offer an extensive survey of the historical use of performance within architectural practices, while also positioning such performances within a globalized, digitalized world where architecture exceeds the limits of the built environment. The resulting commissions, projects, and scholarship will establish a new critical benchmark for architecture and performance, and reveal the myriad ways that bodies and buildings inform and transform one another.

“New York, with its dense urban fabric and complex history—from its Downtown mystique to its real estate–driven present—is the ideal location for a program like this,” says Charles Aubin, the principal curator of Circulations. “The artists and architects treat the city as a platform for experimentation where human beings and their activities confront the built environment. Performance offers imaginative new ways to examine our preconceived ideas about architecture and reassess its agendas.”


PERFORMANCE PROGRAM


Circulations will bring to life “The Environment-Bubble,” a widely influential blueprint by the Montreal-based architect François Dallegret, for the first time since it was first proposed in 1965. Dallegret’s “Bubble” was envisioned as a flexible, temporary dome, capable of hosting multiple occupants, with a central mainframe containing domestic appliances and new technologies. Initially conceived to enhance Reyner Banham’s thinking in “A Home Is Not a House,” a seminal text on ecological building practices published in Art in America in 1965, the “Bubble” became a reference point for generations of architects seeking radical ways to challenge the division of public and private spaces. For Performa 17, Dallegret will collaborate with Los Angeles–based architect, François Perrin, and Paris-based choreographer, Dimitri Chamblas, to turn the “Bubble” into an active site of physical and intellectual engagement. This itinerant, inflatable structure will roam across New York City, presenting programming that revisits the utopian ambitions of the 1960s and scrutinizes their relevance to the present day. Daily dance workshops, open to the public, will further the project’s aspirations to bring individuals together and shape temporary communities.

A Swedish artist of Palestinian descent, Tarik Kiswanson expands upon his multifaceted upbringing to address hotly debated notions of interwoven identities and cultural hybridization. His Performa Commission takes as its starting point the artist’s early emotional memories and spatial sensations from his Swedish hometown of Halmstad. The artist will transfigure these recollections of childhood into an epic coming-of-age performance by a group of teenage boys, singing a new a cappella composition that ruminates on the turbulent world of migration, displacement, and the meaning of home. Co-commissioned and co-produced with Lafayette Anticipations – Fondation d’entreprise Galeries Lafayette.
Based in New York since 1976, the Japanese-born choreographer and dancer Eiko Otake has spent four and a half decades refining a subtle, choreographic grammar grounded in extreme slowness, shared vulnerability, and a sense of time that is larger than the human life. For Performa 17, the artist will push her body to the limits of dance and insert her singular, ethereal figure within the architecture of The Metropolitan Museum of Art. On three consecutive Sundays during the Biennial, Otake will interrogate the spaces and meanings of all three of The Met’s locations—the encyclopedic museum on Fifth Avenue, the modernist project incarnated in The Met Breuer, and the uncanny reconstruction of a medieval past at The Met Cloisters. Curated by Limor Tomer, General Manager of Live Arts at The Metropolitan Museum of Art.

For his Performa Commission, Bucharest-based, French artist Jimmy Robert will inhabit Philip Johnson’s Glass House in New Canaan, Connecticut, transforming the modernist icon into a stage for an intimate performance that delves into the intersections of architecture, visibility, and black representation. Drawing on the house’s idiosyncratic features, Robert has devised a score of choreographic phrases, music, and poetry for two performers, who will engage in a subtle game of looking and being looked at. Robert’s layered performance will turn the Glass House into an arena where exposure, representation, and power can be thought anew. Co-commissioned with The Glass House. Co-curated with Cole Akers, Curator of The Glass House.

Marching On is a project by Bryony Roberts and Mabel O. Wilson, architects and professors at Columbia University’s Graduate School of Architecture, Planning and Preservation (GSAPP), in collaboration with the Marching Cobras of New York, a Harlem-based after-school drum line and dance team. The project will explore the crucial role of collective performance in urban African-American neighborhoods. Set in Marcus Garvey Park, Marching On will highlight the significance of marching and organized forms of collective performances as acts of both cultural identity and political resistance. Commissioned by Storefront for Art and Architecture.
For Performa 17, American architects and artists Alex Schweder and Ward Shelley will present The Newcomers, a nomadic architectural installation and durational performance that resonates with contemporary social anxieties. The duo will build and live in a suspended refuge that will evolve and migrate over a weeklong performance. Each day, Schweder and Shelley will work together to disassemble their temporary home, turn its materials into a makeshift bridge, and then reconstitute their raft-like shelter in a new location, where they will spend the night once again. As architects and urbanists face new environmental challenges, Schweder and Shelley propose a nimble form of habitation that challenges the discipline to think beyond permanence.

PUBLICATION AND PERFORMA INSTITUTE

Performa 17 will launch a groundbreaking publication focusing on works by architects who challenge the limits of their discipline by incorporating actions, happenings, and staged situations into their practice. A companion to the biennial’s curatorial initiative, this new publication will compile historical and contemporary examples of architects and collectives working with performance, among them Coop Himmelb(l)au, OMA/AMO, Ricardo Bofill, Diller + Scofidio, Francis Kéré, and Andrés Jaque/Office for Political Innovation. The publication will shed light on how performance has underscored the relationship of the built environment to questions of labor, security, race, migration, mobility, environment, gentrification, and modes of public assembly. Co-edited by Charles Aubin, Performa curator, and Carlos Mínguez Carrasco, Associate Curator at New York’s Storefront for Art and Architecture and 2016 Oslo Architecture Triennale Chief Curator with the After Belonging Agency.

Alongside this publication, Performa 17 will complete the Circulations program with a symposium presented by the Performa Institute on November 11, 2017, which will examine how performance can serve to challenge and question our understanding of buildings and cities. Gathering together international and American architects, artists, and scholars, the symposium will present visitors with a spirited, fast-paced series of talks, screenings, readings, and panel discussions. In line with Performa’s previous public programs, this unorthodox symposium will permit speakers and audience members to circulate freely in a specially designed Performa Hub, commissioned by Performa from the Berlin-based architect Markus Miessen for this edition.

ABOUT PERFORMA
Founded in 2004 by art historian and curator RoseLee Goldberg, Performa is the leading organization dedicated to exploring the critical role of live performance in the history of twentieth-century art and encouraging new directions in performance for the twenty-first century. Since launching New York’s first performance biennial, Performa 05, in 2005, the organization has solidified its identity as a commissioning and producing entity. As a “museum without walls,” Performa provides important art historical heft to the field by showing the development of live art in all its forms from many different cultural perspectives reaching back to the Renaissance. The Performa Biennial is celebrated worldwide as the first biennial to give specialized attention to this remarkable history, transforming the city of New York into the “world capital of artists’ performance” every other November. Performa attracts a national and international audience of more than 200,000 and more than five million website hits during its three-week run. In the last decade, Performa has presented nearly 600 performances, worked with more than 700 artists, and toured commissioned performances in nearly 20 countries around the world.
The Performa curatorial team is led by Chief Curator RoseLee Goldberg, and includes Performa curators Adrienne Edwards and Charles Aubin, with contributions from Performa Consortium curators. The Performa program is produced by Esa Nickle.
For more on Performa and its programs, including its Biennial, please visit www.performa-arts.org.

BIENNIAL SUPPORTERS

The Performa Commissioning Fund for Performa 17 is supported by grants from Toby Devan Lewis and the Andy Warhol Foundation for the Visual Arts and by the members of the Performa Commissioning Council. Additional program support for the Biennial is provided by The Andrew W. Mellon Foundation, Ford Foundation/Institute of International Education, Lambent Foundation, David and Elaine Potter Foundation, Arison Arts Foundation, Estonian Ministry of Culture, Estonian Contemporary Art Development Center, Lafayette Anticipations – Fondation d’entreprise Galeries Lafayette, Institut Français à Paris, and FUSED (French–US Exchange in Dance). Marching On by Bryony Roberts and Mabel O. Wilson is supported by a grant from the Lower Manhattan Cultural Council.

11/08/17

FLAT - fiera libro arte Torino



Alla GAM di Torino il Fondo Giorgio Maffei con le acquisizioni di libri della Fondazione per l'Arte Moderna e Contemporanea CRT alla fiera FLAT

Sarà destinato alla GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino il Fondo Giorgio Maffei - dedicato al grande bibliofilo e collezionista torinese di libri rari sulle arti del ‘900 scomparso lo scorso anno – che raccoglierà le acquisizioni della Fondazione per l'Arte Moderna e Contemporanea CRT nell’ambito di FLAT - fiera libro arte Torino, il nuovo appuntamento internazionale dedicato all’editoria d’arte contemporanea.

Andy Warhol, Andy Warhol's Index (Book), 1967. Collezione Giorgio Maffei.
"Il mio campo di lavoro è quel tipo di libro che ha per autore un artista, capace di manipolare l'oggetto libro per trasformarlo in un'opera d'arte " affermava Giorgio Maffei, che per quaranta anni ha raccolto e studiato i testi originali delle avanguardie artistiche e letterarie del Novecento dai volumi futuristi, dadaisti, astrattisti, surrealisti sino alle successive rivoluzioni dei linguaggi operate dai protagonisti del rinnovamento delle arti nella seconda metà del secolo. Il suo lavoro ha riaffermato l’importanza della ricerca che percorre l’intera storia editoriale moderna attraverso i testi originali, i cataloghi delle mostre, le riviste e specialmente i libri d’artista, luogo privilegiato d’incontro tra le diverse discipline delle arti, che verranno per questo conservati nella collezione del museo torinese.

In questa prospettiva la Fondazione per l'Arte Moderna e Contemporanea CRT sosterrà un secondo intervento nell’ambito della fiera: l’istituzione del Premio FLAT - Fondazione Arte CRT - assegnato ad un progetto editoriale proposto dagli espositori, da realizzare per l’edizione successiva.

Alighiero Boetti, Classifying the thousand longest rivers in the world, 1977. Collezione Giorgio Maffei.
FLAT si svolgerà dal 3 al 5 novembre 2017 negli spazi di Palazzo Cisterna, 2.000 metri quadrati nello storico edificio sei-settecentesco situato nel centro cittadino, con il sostegno di Lavazza che riconferma, con questa importante partnership, il proprio impegno verso l’arte e la cultura.  Chiara Caroppo, Beatrice Merz e Mario Petriccione, ideatori e organizzatori, sono affiancati dal comitato scientifico formato da Liliana Dematteis, gallerista e collezionista, Richard Flood, Director of Special Projects and Curator At Large, New Museum New York, David Senior, Senior Bibliographer, Museum of Modern Art Library, New York; Ken Soehner, Chief Librarian, Watson Library, MET New York, Lawrence Weiner, artista, New York, che con generosità e entusiasmo ha realizzato il logo della fiera
Lucio Fontana, Concetto spaziale, 1966. Collezione Giorgio Maffei.
L’obiettivo è la creazione di uno spazio dove promuovere il meglio della produzione internazionale di cataloghi di mostre, monografie, saggi, libri d’artista, edizioni rare, out of print e magazines e presentare una rassegna di qualità che veda presenti grandi editori, piccole realtà indipendenti, bookmakers, artisti, collezionisti e bibliofili provenienti da tutto il mondo. Un ampio programma culturale sarà focalizzato sullo stato dell’editoria d’arte internazionale, sulle pratiche e le tematiche legate alla cultura del libro d’artista:  la parte espositiva sarà a cura di Elena Volpato, storica dell’arte, conservatore e curatore della GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino mentre il palinsesto di incontri a cura di Francesca Valentini, ricercatrice e curatrice, che vive a Colonia.





www.flatartbookfair.com

FLAT è realizzata in partnership con Lavazza, con il sostegno di Fondazione Arte Moderna e Contemporanea CRT e della Camera di commercio di Torino.
Partner culturali: CIMA, Center for Italian Modern Art, New York; Fondazione Merz, Torino.
Con il patrocinio della Regione Piemonte, della Città di Torino e della Città metropolitana di Torino.


Sede:
FLAT - fiera libro arte Torino
Palazzo Cisterna
Via Maria Vittoria 12
Torino

Date:
3 – 5 novembre 2017

09/08/17

news miart2018 !





 la ventitreesima edizione di miart, la Fiera Internazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Milano, prosegue nel solco della strategia intrapresa da Fiera Milano che l’ha portata ad affermarsi come una fiera d’arte di riferimento, dove qualità e scoperta convivono.

La prossima edizione si svolgerà nei padiglioni di Fieramilanocity dal 13 al 15 aprile 2018, con anteprima VIP giovedì 12 aprile e vedrà miart ancora una volta protagonista di una settimana interamente dedicata all’arte che coinvolgerà le istituzioni pubbliche e private di Milano, le sue gallerie e i suoi spazi no-profit, tutti soggetti che rendono Milano una capitale internazionale della creatività.

Nel secondo anno di direzione artistica di Alessandro Rabottini, miart 2018 annuncia un nuovo team di curatori, nuovi membri del Comitato di Selezione e un progetto che ne conferma il mix unico in Italia di arte contemporanea, arte moderna e design in edizione limitata. Come ogni anno, miart sarà il catalizzatore della Milano Art Week, un intenso programma di eventi e inaugurazioni organizzato in collaborazione con il Comune di Milano e che riunisce Pirelli HangarBicocca, Fondazione Prada, Triennale, Fondazione Nicola Trussardi, Palazzo Reale, Museo del Novecento, FAI, PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea, GAM - Galleria d'Arte Contemporanea Arte Moderna, FM Centro per l'Arte Contemporanea, Fondazione Furla e Fondazione Carriero, tra gli altri.

“Sono orgoglioso di presentare il team internazionale di curatori che sta già lavorando a miart 2018 – afferma Alessandro Rabottini - un gruppo di professionisti che porterà a Milano quella pluralità di voci e di punti di vista che caratterizza il progetto sostenuto da Fiera Milano. L’edizione del 2018 rafforza l’identità che abbiamo perseguito in questi anni, ovvero l’idea che il passato, il presente e il futuro dell’arte siano dimensioni della creatività in continua e reciproca relazione. miart attrae tanti tipi di pubblico quante sono le sue coordinate principali: arte storica, arte contemporanea, arte emergente e design di ricerca. Ed è questa ampiezza di vedute che vogliamo garantire per il nostro pubblico in occasione di miart 2018”.

“miart è una fiera che articola un intenso dialogo tra maestri del dopoguerra e talenti emergenti – dichiara Lorenzo Caprio Presidente di Fiera Milano. Attraverso le sue sezioni principali – Established Contemporary, Established Masters ed Emergent – miart è la fiera in Italia che presenta al pubblico la più ampia offerta cronologica, dall'arte dell'inizio del secolo scorso alle opere delle generazioni più recenti, attraverso una gamma accuratamente selezionata di gallerie che operano in entrambi i mercati, primario e secondario”.

Insieme a un’accurata selezione di prestigiose gallerie internazionali d'arte contemporanea, miart pone particolare enfasi sugli artisti storici all'interno delle sezioni Masters e Decades. Entrambe le sezioni sono curate per il secondo anno da Alberto Salvadori e sono incentrate sulla presentazione di opere seminali dei maestri del dopoguerra accostate alla riscoperta di artisti che il mercato sta portando ora all’attenzione del collezionismo. In un momento di grande interesse per il post-war italiano, miart si configura come un appuntamento unico per il mercato dello storico, tanto per la qualità delle opere che per il rigore dei progetti espositivi.

Cardine di miart è il dialogo tra artisti di diverse generazioni attraverso Generations, una speciale sezione su invito, curata quest’anno da due tra i più accreditati curatori a livello internazionale: Lorenzo Benedetti (Curatore per l’Arte Contemporanea al Kunstmuseum St. Gallen) e Jens Hoffmann (Director of Exhibitions and Public Programs al Jewish Museum di New York).

Attilia Fattori Franchini, curatrice indipendente di base a Londra, coordinerà le venti gallerie internazionali che ogni anno compongono la sezione Emergent, presentando uno spaccato fresco e dinamico delle ultime sperimentazioni di artisti emergenti rappresentati da gallerie con meno di cinque anni di attività.

Confermata On Demand, la sezione trasversale che si concentra sull'arte “contestuale”: opere site-specific come installazioni e wall paintings, progetti in fieri, commissioni e performance: opere per le quali il pubblico e il collezionista svolgono un ruolo decisivo nell’attivazione e nella fruizione. On Demand è curata da Oda Albera nel suo ruolo di Relazioni con gli Espositori e Curatrice dei Progetti Speciali.

Gli oggetti di design contemporaneo in edizione limitata e importanti pezzi che hanno fatto la storia dell’arredamento e delle arti decorative del Novecento sono al centro di Object, la sezione che presenta un numero accuratamente selezionato di gallerie internazionali di design nel contesto dell’arte moderna e contemporanea, quest’anno curata dal critico di design e giornalista Hugo Macdonald, in precedenza Design Editor delle riviste Wallpaper e Monocle.

Un ambizioso programma di conversazioni e tavole rotonde porta a Milano ogni anno più di quaranta direttori di musei, curatori, artisti e collezionisti da tutto il mondo. Per il terzo anno consecutivo questa ricca serie di incontri sarà realizzati in collaborazione con In Between Art Film, la casa di produzione di film d’artista e opere sperimentali fondata da Beatrice Bulgari. I curatori dei miartalks 2018 sono João Ribas (Deputy Director e Senior Curator al Serralves Museum of Contemporary Art di Oporto) e Fatos Üstek, curatrice indipendente attiva a Londra.

A sottolineare il crescente impegno nella qualità della ricerca sia nell’ambito dell’arte contemporanea sia in quello dell’arte moderna, miart annuncia nuovi membri nei suoi Comitati di Selezione che, per la prima volta, rispecchiano la specificità di entrambe le aree.

Il Comitato di Selezione della sezione Established Contemporary è formato da:

Vera Alemani, Greene Naftali, New York
Emanuela Campoli, Campoli Presti, Londra - Parigi
Lodovico Corsini, C L E A R I N G, New York - Brussels
Mario Cristiani, Galleria Continua, San Giminiano - Pechino - Les Moulins - L'Avana
Francesca Kaufmann, kaufmann repetto, Milano - New York
Giò Marconi, Giò Marconi, Milano

Il Comitato di Selezione della sezione Established Masters è formato da:

Gyonata Bonvicini, Michael Werner, New York - Londra
Michele Casamonti, Tornabuoni, Firenze - Londra - Milano - Parigi
Davide Mazzoleni, Mazzoleni, Torino - Londra
Ruggero Montrasio, Montrasio Arte, Milano - Monza

miart 2018 conferma i suoi numerosi premi e lo speciale fondo di acquisizioni, le cui giurie internazionali attribuiscono ogni anno riconoscimenti alle gallerie e alle opere presentate alla fiera:

Fondo di Acquisizione Fondazione Fiera Milano "Giampiero Cantoni"
Premio Herno, assegnato allo stand con il miglior progetto e allestimento
Premio Fidenza Village, al miglior dialogo all'interno della sezione Generations
Premio On Demand, attribuito all'opera più sperimentale della sezione On Demand
Premio Emergent, per la migliore galleria giovane della sezione Emergent
Premio CEDIT, per il lavoro più interessante presentato nella sezione Object
Premio Rotary Club Milano Brera per l’Arte Contemporanea e i Giovani Artisti

miart 2018
13 – 15 aprile 2018
preview 12 aprile dalle ore 11.00 alle 19.00 (solo su invito)

fieramilanocity
ingresso viale Scarampo, Milano
gate 5, padiglione 3
www.miart.it

07/08/17

Summer Art Map









Anche per l’estate Londra offre un piacevole occasione artistica con la London Summer Art Map proposta da Art Fund, Art on the Underground, la rivista Frieze, e la Municipalità della città.

Un simpatico percorso nella capitale inglese, con più di quaranta opere fra monumenti, nuovi progetti e opere in esposizione temporanea.


La potete scaricare a questo indirizzo


Potete anche documentare il vostro percorso e condividerlo con l’hashtag #SummerArtMap

  

04/08/17

Wolfgang Tillmans alla Fondazione Beyeler



Presso la Fondazione Beyeler di Basilea è in corso una vasta mostra con gli scatti fotografici di Wolfgang Tillmans, fra i più sperimentali artisti di questi ultimi anni.

Affascinano le sue particolari foto sempre laterali e apparentemente così quotidiane, ma inquietanti. 












02/08/17

Da Parigi a Shanghai nuovi spazi per il Centre Pompidou



Il Centre Pompidou dopo una lunga trattativa aprirà uno spazio nelle modernissima Shanghai, una iniziativa che ha visto i due paesi confrontarsi per quasi dieci anni per poter dare vita a questo interscambio, si spera culturale.

Per cinque anni, che potranno essere rinnovati, il centro polifunzionale parigino sarà ospitato nel nuovo  West Bund Art Museum, un progetto della municipalità di Shanghai con una cordata di privati cinesi. 

Questo nuovo museo, progettato da David Chipperfield, aprirà nel 2018 in una zona che è in fase di riqualificazione turistica sul fiume Huangpu.

Chissà se in questo interscambio ci saranno limiti tematici e culturali o se sarà un autentico interscambio di idee, espressioni artistiche e libertà.

31/07/17

Un circolo emotivo su New York



Un circolo aereo creativo è il nuovo progetto artistico di Lenka Clayton e Jon Rubin, che unisce lo spazio sonoro con quello fisico della città di New York.

Miscelando elementi fisici alle vibrazioni musicali urbane, grazi alla cooperazione fra una scuola di musica, una stazione radio, un pappagallo e una serie di azioni fisiche che operano in diversi spazi dal Guggeheim ad antichi negozi o storici luoghi di culto nella cosmopolita New York.




In tal modo si è stato creato un cerchio metafisico che unisce i quartieri di Harlem, del Bronx, Queens e l’Upper East Side a Manhattan.




Supporta il progetto la curatela di Anna Harsanyi, Project Manager; Nat Trotman, Performance e Media; e Christina Yang, direttore programmi pubblici.




Questo progetto sociale del Guggenheim è reso possibile da una grande sovvenzione delle Fondazioni di Edmond de Rothschild.





30/07/17

Torna Dama






IT

Dopo l'edizione di lancio con oltre 4.500 visitatori stiamo lavorando alla prossima.

Nel 2017 DAMA si estende ad un nuovo spazio di Palazzo Saluzzo Paesana, con accesso diretto da Via Bligny, interamente dedicato al LIVE PROGRAMME, uno dei focus dell'edizione 2017 curato da João Laia e sostenuto dalla Compagnia di Sanpaolo nuovo sponsor di DAMA oltre alla Fondazione Arte Moderna e Contemporanea CRT, già sostenitrice del progetto nell'edizione di lancio.

Siamo inoltre entusiasti di presentare la nuova sezione GUEST, concepita in collaborazione con MEF - Museo Ettore Fico, che punta a supportare una galleria con la copertura dell'intera fee di partecipazione.

In questa edizione Art Research Map presenterà, in esclusiva per DAMA, l'ARM Prize, premiando una galleria con l'inserimento gratuito nella mappa delle gallerie e seguendola con recensioni delle mostre per tutto il 2018.

DAMA è un progetto collaborativo e indipendente dedicato a un gruppo di gallerie emergenti internazionali invitate a presentare il lavoro di un artista in pieno dialogo con la sede, per offrire una mostra a cura di Domenico de Chirico e consentire un approccio più calibrato alle relazioni e al networking.
Da questa edizione inoltre, una nuova sala sarà dedicata alla proposta di uno spazio NO–PROFIT internazionale che si è contraddistinto per il suo programma di ricerca.
Lo spazio invitato per il 2017 sarà comunicato nella newsletter di Settembre insieme al Live Programme.

Vi aspettiamo da Mercoledì 1° Novembre (solo su invito) fino a Domenica 5 Novembre.






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Following the launch edition ended up with more than 4.500 visitors, we are working on the next.

In 2017 DAMA will present an extra space of Palazzo Saluzzo Paesana with a direct access on Via Bligny, entirely dedicated to the LIVE PROGRAMME curated by João Laia, that will be one of the main focus of the upcoming edition, supported by Compagnia di Sanpaolo new sponsor in addition to Fondazione Arte Moderna e Contemporanea CRT, already partner of the project from the launch edition.

We are also thrilled to announce GUEST, an innovative sponsorship way conceived in collaboration with MEF - Museo Ettore Fico to offer a reward to the best proposal covering the whole participation fee to support the award-winning exhibitor.

Moreover from this edition, Art Research Map will launch ARM Prize for DAMA, rewarding a gallery with a free listing including online reviews of hosted exhibitions for the year 2018.

DAMA is an independent and collaborative project dedicated to a limited group of galleries to present one artist only aiming to create a full dialogue with the venue through a well balanced exhibition curated by Domenico de Chirico and a fair predominance of human relationships and networking.

Finally, from this year, a room will be dedicated to a NO–PROFIT space, selected for its research programme along all the year.

The No-profit space selected will be communicated in the September newsletter, together with the Live Programme.

We are looking forward to see you from Wednesday 1st November (by invitation only) until Sunday 5th November.

29/07/17

Il concorso Italian Council assegnati i premi




Alterazioni Video, Danilo Correale, Nicolò Degiorgis, Eva Frapiccini, Alice Gosti, Margherita Moscardini e Patrick Tuttofuoco sono i vincitori del bando di concorso Italian Council, proposto dalla Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane del MiBact, coordinato da Federica Galloni e il Ministero degli Affari Esteri. 

Dalla vasta rosa di candidature sono stati selezionati i sette artisti che saranno supportati da un fondo pubblico di quasi 500 mila euro.


CS

Sono sette i vincitori della prima edizione dell’Italian Council: Alterazioni Video, proposti dall'Associazione Incompiuto Siciliano; Danilo Correale proposto da Careof; Nicolò Degiorgis proposto dall'Ecole Supérieure d’Art et de Design; Eva Frappiccini, proposta dall'Associazione Connecting Cultures e dall'Associazione Isole; Alice Gosti, proposta dall'Associazione Indisciplinarte; Margherita Moscardini, proposta dalla Fondazione Pastificio Cerere; Patrick Tuttofuoco, proposto dal Polo Museale dell'Emilia Romagna.
I progetti sono stati selezionati da una commissione presieduta da Federica Galloni e composta da Carlos Basualdo, Stefano Baia Curioni, Maria Grazia Messina e Alberto Salvadori.
Al via il secondo bando, circa un milione di euro messi a disposizione in 5 mesi per sostenere l’arte contemporanea italiana nel mondo.

L’Italian Council è un progetto della Direzione Generale arte e architettura contemporanee e periferie urbane del MiBACT, nato con il preciso compito di promuovere la produzione, la conoscenza e la disseminazione della creazione contemporanea italiana nel campo delle arti visive

Per raggiungere tale obiettivo, la DG AAP finanzierà i progetti proposti da musei, enti pubblici e privati senza scopo di lucro, istituti universitari, fondazioni e comitati ed associazioni culturali no profit, che prevedano esplicitamente l’incremento delle pubbliche collezioni.

Guggenheim Mystical



Anche il Guggenheim di New York guarda al passato e lo fa in modo mistico con una bella mostra sul simbolismo, focalizzandola nel suo momento più creativo fra gli anni 1892 e 1897 quando si realizzarono dei “salon” appositi a Parigi. La mostra giungerà in autunno a Venezia.




CS
From June 30 through October 4, 2017, the Solomon R. Guggenheim Museum will present Mystical Symbolism: The Salon de la Rose+Croix in Paris, 1892–1897, the first museum exhibition on this revelatory and significant yet frequently overlooked series of Salons. Mysterious, mythical, and visionary themes, often drawn from literature, prevailed in the art of the six exhibitions, which were held annually in Paris from 1892 to 1897. Images of femmes fragiles and fatales, androgynous creatures, chimeras, and incubi were the norm, as were sinuous lines, attenuated figures, and anti-naturalistic forms. Featuring highlights from the Salons, the Guggenheim exhibition will include approximately forty works by a cross section of artists—some familiar, others less so—and invite a fresh look at and new scholarship on the legacies of late nineteenth-century Symbolist art.

Mystical Symbolism is organized by Vivien Greene, Senior Curator, 19th- and Early 20th-Century Art, with the assistance of Ylinka Barotto, Assistant Curator, Solomon R. Guggenheim Museum. Following its New York presentation, the exhibition will travel to the Peggy Guggenheim Collection, Venice, from October 28, 2017–January 7, 2018.In the spring of 1892 Joséphin Péladan (1858–1918), author, critic, and Rosicrucian, organized the first Salon de la Rose+Croix at the Galerie Durand-Ruel in Paris. Showcasing mystical Symbolist art, particularly a hermetic and spiritually devoted vein favored by the eccentric Péladan, the annual Salons were cosmopolitan in reach and served as a crossroads, gathering the work of artists from Belgium, Finland, France, Italy, the Netherlands, Spain, and Switzerland. Benefiting from extensive research to identify artworks shown in the original exhibitions, Mystical Symbolism will encompass painting, work on paper, and sculpture by artists such as Antoine Bourdelle, Rogelio de Egusquiza, Jean Delville, Charles Filiger, Ferdinand Hodler, Fernand Khnopff, Alphonse Osbert, Armand Point, Georges Rouault, Carlos Schwabe, Alexandre Séon, Jan Toorop, Ville Vallgren, and Félix Vallotton.

Mystical Symbolism provides an opportunity to explore the diverse and sometimes opposing concepts that informed Symbolism in the 1890s. Hinging on central artworks shown at each Salon, the exhibition will tease out seminal tropes, such as the role of Orpheus, adulation of the 15th-century early Renaissance Italian painters known as the Primitives, and the cult of personality that developed around figures including Richard Wagner and Péladan himself. Accompanied by historical documents and set in galleries adorned with lush furnishings, the exhibition conveys the spirit of the Salon experience. A musical component with work by Erik Satie and others underscores the key role occupied by composers for the movement.


Previous exhibitions on the Symbolist movement have focused primarily on a nationality or a broad theme, rather than on a specific event like the cultish Péladan’s Salon de la Rose+Croix. The participants’ diverging ideologies, ranging from politically conservative and Catholic to radically anarchist and anti-clerical, reveal how the varied approaches are dialectically related to the sacred and spiritual philosophies that constituted Symbolist art. By tracing the means through which the Salon proposed these impulses, the Guggenheim exhibition investigates the Symbolist precepts attendant in modernism.

The fully illustrated exhibition catalogue will offer new scholarship on the Salon de la Rose+Croix and Symbolism. It will be comprised of essays on the Salon and its main themes (Vivien Greene, Senior Curator, 19th- and Early 20th-Century Art, Solomon R. Guggenheim Museum, New York), the contemporary reception of the salon (Jean-David Jumeau-Lafond, independent scholar), and the connections between Symbolists tenets and those of early 20th-century avant-garde artists (Kenneth E. Silver, Professor of Art History, New York University). The catalogue will also contain a selected bibliography and artist entries authored by emerging scholars.
Furniture courtesy of Roche Bobois.



Info guggenheim.org
#GuggMystical