Translate

12/12/17

IperPianalto




Il progetto triennale di collaborazione tra due eccellenze culturali del territorio, la GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino e la Fondazione Spinola Banna per l’Arte, promosso e realizzato grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo, prosegue nel 2017 con il programma annuale di workshop con residenza per giovani artisti a cura di Andrea Caretto e Raffaella Spagna, artisti tutor di quest’anno, dal titolo IperPianalto.

Il progetto propone un percorso di conoscenza di un territorio, l’Altopiano di Poirino, attraverso l’esperienza diretta e il confronto con le forze che lo hanno plasmato, e prende avvio dal contatto con le “energie telluriche originarie”, dalle quali ogni manifestazione successiva di questo ambiente ha preso forma.

Il programma complessivo degli interventi è concepito come un progetto di ricerca collettivo, orientato a tessere una relazione profonda con un luogo; IperPianalto è un processo di apprendimento condiviso nel quale sguardi e approcci diversi al fare artistico si confrontano tra loro, si aprono a collaborazioni diverse con soggetti locali e convergono in un corpus di conoscenze e forme sensibili fruibili da un pubblico più ampio. I partecipanti under 35 scelti dal bando di concorso nazionale sono: Tea Andreoletti, Thomas Berra, Alessandro Perini, Marco Ranieri Gabriele Rendina.

L’incontro sarà anche l’occasione per presentare al pubblico l'installazione inedita di Caretto/SpagnaSala di riposo Planiziale”, ideata per gli spazi esterni della GAM, primo di una serie di interventi context-specific che saranno realizzati nel corso della primavera 2018.


Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili



Info 

Andrea Caretto (Torino, 1970, laurea in Scienze Naturali) e Raffaella Spagna (Rivoli, 1967, laurea in architettura) concepiscono l'arte come una forma di ricerca, un modo libero di investigare le dimensioni multiple della realtà: caratteri formali e qualitativi della materia, ma anche aspetti fisici quantitativi, questioni filosofiche e sociali, sviluppando processi che evolvono nel lungo periodo. Siano esse installazioni, azioni collettive, perfomances o sculture, i loro lavori sono sempre il risultato di un "processo relazionale", nel senso che emergono dalla complessa rete di relazioni che gli autori stabiliscono con differenti elementi (organici, inorganici, viventi, ecc.) dell'ambiente in cui operano. Negli ultimi anni la loro ricerca si è fondata sull’idea che la forma delle cose (opere d’arte comprese) possa essere intesa come una manifestazione di forze incorporate, espressione di un “campo relazionale”, con il quale, come artisti, essi intendono confrontarsi. Collaborano stabilmente dal 2002 esponendo in istituzioni pubbliche e private in Italia e all’estero
Sono tra i fondatori dell’associazione di artisti “Diogene” di Torino e collaborano con il centro di ricerca IRIS (Istituto di Ricerche Interdisciplinari sulla Sostenibilità). www.esculenta.org 

11/12/17

Raccolto e umanità al Pav di Torino



Al Parco Arti Viventi di Torino è in corso una mostra, fino al Febbraio, attenta al legame tra la natura e la storia umana.

Partendo dal tempo coloniale si giunge a nostro presente riflettendo sull’ eredità di quel complesso rapporto fra l’Europa e il resto del mondo.

I lavori di Uriel Orlow, con la curatela di Marco Scotini, miscelano ricerca storica e opera artistica, con uno sguardo antropologico, fatto di dati letti in una poetica artistica. Il focus sulla botanica è il pretesto per scoprire i complessi legami fra dominazione, storia e sfruttamento.


Come sempre una bella mostra.











10/12/17

Salvator Mundi cerca casa




Salvator Mundi di Leonardo pare che andrà nel torrido deserto arabo ad arricchire il pomposo Louvre di Abu Dhabi.

Infatti sembra che sia stato l'erede al trono dell’Arabia Saudita,  lo sceicco Mohammed Bin Salman, ad acquistare la più costosa opera d'arte al mondo. 

Ad accoglierla ci sarà la Belle Ferronnière che già è diventata una delle opere di maggior attrazioni del museo.

Quasi certamente poi nel 2019 saranno spostate a  Parigi per una grande mostra sul centenario della morte di Leonardo da Vinci, morto nel  15919 nel castello di Amboise.

09/12/17

Il Giardino Planetario di Manifesta a Palermo




Col titolo "Il Giardino Planetario. Coltivare la coesistenza” il prossimo anno a Palermo si svolgerà una nuova edizione di Manifesta, dal 16 Giugno al 4 Novembre.

Terra di transito la Sicilia si propone in questo evento europeo come riflessione di contaminazione di culture che possono trasformare e ricreare le vecchie prassi sociali.

Il gruppo di curatori Bregtje van der Haak, Andrés Jaque, Ippolito Pestellini Laparelli e Mirjam Varadinis opera per la prima volta con uno studio di archiettettura l’OMA per poter operare con una visione più strutturale del progetto con una azione che va dall’analisi dei siti alla loro possibile conversione.

Con Palermo Atlas si crea un laboratorio di luoghi, tradizioni, usanze quotidiane che vengono connessi in un relazione di tradizioni.

 L’opera di Francesco Lojacono "Veduta di Palermo” del 1875 diventa l’incona di questa rassegna contemporanea in uno sconfinamento anche storico delle forme artistiche. La natura vegetale non ha confini e questo “giardino” Palermo è un’esempio della libertà della vita.




Il "Giardino Planetario” sarà realizzato in quattro sezioni:

Garden of Flows si concentrerà sulla tossicità, sulla vita delle piante e sulla cultura del giardinaggio esplorandolo in relazione ai beni comuni globali, all’interno dell’Orto Botanico.

Out of Control Room investigherà il tema del potere nell’attuale regime di flussi globali. La location di questa sezione verrà rivelata nei prossimi mesi.

City on Stage si rivolgerà alle opportunità esistenti nel centro e nelle periferie di Palermo per portare avanti progetti fin ora interrotti e mai realizzati.

Collaborazioni produttive tra partners locali e stranieri con l’obiettivo di agire come catalizzatore verranno iniziate con l’obiettivo di poter dare l’avvio a iniziative a lungo termine in città.

Il Teatro Garibaldi ospita una biblioteca, uno spazio caffetteria e sarà una delle sedi del programma degli eventi pubblici, tra cui dibattiti, workshop e proiezioni cinematografiche (tra questi una programmazione dedicata alle pellicole realizzate nella città di Palermo – con introduzione e sessioni di domande e risposte).





Manifesta 12 nel 2018 dialogherà inoltre con le componenti più immateriali della città. Lo farà onorando la storica tradizione di racconti o cantastorie attraverso una serie di nuove produzioni narrative sulle  reti nascoste della città; la processione di Santa Rosalia sarà declinata come espressione di sincretismo e dialogo contemporanei; promuovendo le realtà e iniziative esistenti affinché diventino spazi per l’accoglienza pubblica; disvelando la multiforme collezione di archivi privati  presenti in  città, mettendo in scena alcune storie inedite di Palermo e dei i suoi protagonisti.

I partecipanti e i progetti di ciascuna sezione di Manifesta 12 saranno rivelati nella fase preparatoria della biennale, che si aprirà il 16 giugno 2018 e si concluderà il 4 novembre 2018.

Nell’attesa si svolgeranno diversi eventi di preparazione con iniziative iscritte in Aspettando Manifesta 12. Questo è un programma culturale pensato per permettere ai cittadini di Palermo di conoscere meglio, partecipare a e condividere idee su Manifesta 12, la biennale nomade d’arte contemporanea che approderà a Palermo nel 2018. Aspettando Manifesta 12 è visitabile presso l’appena riaperto Teatro Garibaldi, assegnato a Manifesta dal Comune di Palermo affinché questa ne faccia il suo quartier generale, oltre che uno dei luoghi chiave della biennale del prossimo anno.







08/12/17

RapCaviar Pantheon



La nuova arte ora la fanno le macchine? Forse non sarà ancora meravigliosa ma la tecnica sempre più affina le sue capacità, e proprio oggi il Brooklyn Museum inaugura la mostra "RapCaviar Pantheon" con le sculture fatte da SpecialGuest, utilizzando robot Kuka, di SZA, Metro Boomin e 21 Savage, noti musicisti dell'hip hop.




Le sculture sono state realizzate in 15 giorni, gli artisti sono stai analizzati e fotografatie poi il tutto è stato elaborato dal sistema informatico che ha operato con un robot.

Sponsor di questo evento/mostra Spotify





Home for Christmas alla Tate Britain con Alan Kane



La Tate Britain oltre a promuovere un albero di natale ideato da un’artista ora guarda anche agli addobbi esterni commissionando ad un artista la realizzazione di una istallazione luminosa sulla facciata.


Quest’anno è l’artista  Alan Kane  a illuminare la zona di Millbank con una caloroso gioco di luci che si riflettono sul vicino Tamigi. 



CS

This year, Tate Britain has invited Alan Kane to devise an exciting new work for its iconic façade to mark the Christmas season. This playful commission aims to turn the historic gallery building into a tribute to extraordinary everyday creative expression.

Kane's work often incorporates found or readymade objects, and brings attention to everyday forms of creativity. Within his various projects and collaborations, he draws attention to the dividing line between art as defined by academic convention and art as a more commonplace creative act. His inclusive, humorous work blurs the distinction between innovation and tradition, the amateur and professional, and perceptions of high art and low culture through the insertion of familiar and often comic objects into artistic contexts.

Home for Christmas: A Commission for Tate Britain by Alan Kane has been curated by Aïcha Mehrez, Assistant Curator of Contemporary British Art at Tate.

La ceramica, ieri oggi domani



Un Dicembre ricco di proposte al Museo della Ceramica di Mondovì che ospita tre interessanti mostre a corredo della bella collezione permanente.

Si inizia dai gessi della storica manifattura di Lenci che sono esposti in una selezione dalla collezione Vaccarino-Listro. Realizzati all’inizio del secolo scorso da artisti quali : Mario Sturani, Felice Tosalli, Sandro Vacchetti, Claudia Formica, Abele Jacopi e Nillo Beltrami, sono un interessante esempio del complesso lavoro artigianale e creativo che procede alla realizzazione delle storiche ceramiche torinesi.


Si passa poi al contemporaneo con le stupende opere di Bouke de Vries, ceramista di fama internazionale, che ha portato alcune sue opere legate dal delicato tema del “frattura” dello “scarto” che viene rielaborata dalla creatività dell’artista olandese.


Conclude la proposta un ospite speciale, un’opera di Edouard Manet che la Fondazione CRC sta restaurando e che viene presentata nella sua fase preliminare di studio, ultima fase dei festeggiamenti dei 25 anni della fondazione cuneese.



















 


07/12/17

Bass Museum




Fra i tanti eventi di queste giornate a Miami c'è il Bass Museum che riapre ampliando con un elegante rinnovamento ideato Arata Isozaki, evento speciale la grande mostra su Ugo Rondinone che propone  il progetto "Good evening beautiful blue" anche con i suoi famosi "pagliacci". 





CS

Spanning the entirety of the museum’s newly designed second floor, good evening beautiful blue by Ugo Rondinone is part of a major multi-institution retrospective comprising works that span three decades of the artist’s practice, from the late 1990s to the present. From poetic installations in public spaces to life-size drawings, Rondinone’s work balances on the edge of euphoria and detachment.

good evening beautiful blue begins with Rondinone’s clockwork for oracles II (2008). The multi-wall installation is comprised of 52-mirrored windows (one for each week in the year) set against a backdrop of whitewashed pages from a local newspaper. Visitors encounter their mirrored reflections, stopping momentarily to contemplate how their temporary presence in the room contrasts with the dated newsprint behind the windows, which becomes more distant throughout the duration of the exhibition. The subsequent gallery houses vocabulary of solitude (2014-2016), the centerpiece of the exhibition and the only work present in all venues of the retrospective. vocabulary of solitude is an installation of 45 life-size clown figures cast from 22 men and 23 women of various ages and ethnicities. The work takes inspiration from the artist’s reflection on his daily actions, where each figure is engaged in a different quotidian activity, such as sleeping, dreaming, remembering, showering and walking.

Marking its first appearance in the U.S. in nearly two decades, the final gallery presents an immersive six-channel video installation titled It’s late It’s late and the wind carries a faint sound as it moves through the trees. It could be anything. The jingling of little bells perhaps, or the tiny flickering out of tiny lives. I stroll down the sidewalk and close my eyes and open them and wait for my mind to go perfectly blank. Like a room no one has ever entered, a room without any doors or windows. A place where nothing happens. (1998). The entire room is given a blue tint by an illuminated ceiling, as projected slow-motion loops of six men and six women, alone in their frames, perform an unresolved gesture without acknowledging the viewer, like opening an apartment door, or floating (or sinking) in water. The final line of the work’s narrative title …A place where nothing happens. aptly describes the cyclical loop of movements performed by each figure, resulting in a thought provoking and introspective space. Together, the selection of works places the visitor in an arena of contemplation and introspection, confronted by installations that stimulate self-reflection.

Ugo Rondinone (b. 1964, Brunnen, Switzerland) is a mixed-media artist who lives and works in New York. Recent solo exhibitions include: the world just makes me laugh at Berkeley Art Museum, let’s start this day again at Contemporary Art Center (Cincinnati), giorni d’oro + notti d’argento at Museo d’Arte Contemporanea di Roma, Seven Magic Mountains organized by Art Production Fund and the Nevada Museum of Art (Nevada), vocabulary of solitude at Museum Boijmans van Beuningen (Rotterdam), i love john giorno at Palais de Tokyo (Paris), artists and poets at Vienna Secession (Vienna), breathe walk die at Rockbund Art Museum (Shanghai), human nature organized by Public Art Fund in Rockefeller Plaza, (New York), we run through a desert on burning feet, all of us are glowing our faces look twisted at Art Institute of Chicago, thank you silence at M-Museum Leuven (Belgium). His work is in the collections of MoMA (New York), ICA Boston, SFMOMA, Walker Art Center (Minneapolis), The Bass (Miami Beach) and Dallas Museum of Art, among others

Vervoordt a Kanaal




Il noto collezionista d’arte Axel Vervoordt che da anni organizza in occasione della Biennale di Venezia stupende mostre a Palazzo Fortuny, ora ha aperto un fantastico spazio espositivo nel sito industriale di Kanaal, che sarà gestito dalla Fondazione Axel & May Vervoordt.


Si tratta di un complesso di edifici, antichi magazzini, che sono stati restaurati nel rispetto storico e convertiti alla creatività dell’arte e alla vita quotidiana. Ora sono stati trasformati in un articolato complesso di uffici, appartamenti, laboratorio di restauro con un proprio mercato, panetteria e ristorante, via un piccolo villaggio costellato con le opere permanenti di James Turrel, Anish Kapoor Marina Abramović e tanti altri artisti.


Lo spazio si apre con una bella selezione di opere del gruppo Zero e del Gutai, miscelata con opere antiche. E’ attiva anche una sezione contemporanea con alcune opere di artisti, Saburo Murakami, Lucia Bru e El Anatsui proposte in tre aree della struttura.

Foto di Jan Liégeois  

06/12/17

ArtBasel Miami 2017


Con l'apertura ai vip si apre oggi una nuova edizione di ArtBasel Miami che già si annuncia come il grande evento di fine anno. 

Come sempre foltissimo e importante il giorno dei grandi collezionisti che già al mattino attendevano l'apertura. 

Le prime sensazioni sono molto positive, come sempre l'organizzazione svizzera è impeccabile e ben oliata. 

Eccovi alcune foto dall'ufficio stampa di Art Basel 










ArtBasel Miami Beach



La settimana delle fiera d'arte a Miami Beach è alle porte giusto per proporre l’ultima occasione per trovare il giusto lavoro artistico per un pensiero natalizio.

Poter poi stare al caldo della costa della Florida in quella stupenda città di Miami è una occasione in più, un piacevole momento per godersi questi giorni di ricchi stimoli artistici e di un bel clima.


Come sempre è ArtBasel Miami Beach da centro di una variegata serie di proposte, che vanno da Liste, Miami Beach, Design Miami fino a PULSE Miami Beach.


Fra le tante proposte vediamo quella di Art Basel  dedicata al film con la selezione fatta da David Gryn, Director di Daata Editions e Artprojx, che hanno selezionato opere di Jibade-Khalil Huffman, Jen DeNike e Tin Ojeda. Ci sarà anche il film ‘Boom For Real: The Late Teenage Years of Jean-Michel Basquiat’ (2017), con la regia di Sara Driver proposto dal curatore Marian Masone.



05/12/17

Senza titolo 2 - Monocromi


Tutta dedicata ai monocromi la nuova mostra che si allestisce da oggi al 13 Gennaio negli spazi di Opere Scelte in Via M.Pescatore a Torino.
Si tratta di una collettiva in cui giovani artisti e nomi di fama internazionale dialogano sul tema del monocromo, del colore assoluto, che ha avuto un ruolo chiave nell'arte del ventesimo secolo e che è in costante relazione con il contemporaneo.
Opere di: Pierre Alechinsky, James Brooks, Alberto Burri, Enrico Castellani, Marco Cordero, Marcel Duchamp, Fukushi Ito, Francesca Gagliardi, Giorgio Griffa, Dan Halter, Sol LeWitt, Piero Manzoni, Robert Morris, Pino Pinelli, Pierluigi Pusole/Walter Visentin, Turi Simeti, Renato Spagnoli.

Sacra Conversazione a Palazzo Marino




Anche quest'anno il Comune di Milano organizza una esposizione tematica su un'opera di grande pregio artistico, quest'anno il capolavoro proposto è la Pala Gozzi o "Sacra Conversazione" di Tiziano.


CS

La maestosa Pala Gozzi “Sacra Conversazione” di Tiziano lascia questa mattina la Pinacoteca civica di Ancona alla volta di Milano dove sarà al centro di un allestimento a Palazzo Marino, per la tradizionale Mostra di Natale milanese. Un appuntamento culturale consolidato, frutta di una intesa tra i settori pubblico-privato particolarmente gradito dai cittadini e dai visitatori della città, che verrà presentato ufficialmente lunedì prossimo, 4 dicembre dai sindaci Giuseppe Sala e Valeria Mancinelli.
L’operazione si svolge all’insegna di una importante collaborazione tra le due città nel segno dell’Arte e un riconoscimento importante verso la città di Ancona che- come sottolineano il sindaco e l’assessore alla Cultura del Comune di Milano- “sta svolgendo un ruolo particolarmente sensibile e attivo come centro di raccolta e protezione di numerose opere proveniente dai territorio del sisma.”.
L’esposizione dell’imponente capolavoro del pittore cinquecentesco sarà allestita dal 5 dicembre al 14 gennaio, con accesso gratuito.
La Pala d’altare, opera giovanile di Tiziano, è stata nelle ultime settimane protagonista alla Pinacoteca Podesti della mostra “Tiziano & Tiziano, due capolavori a confronto” insieme a “La Crocefissione”, realizzata dal Maestro in età avanzata e collocata abitualmente nella chiesa di San Domenico.


A dieci anni di distanza dal primo appuntamento natalizio con l’arte di Palazzo Marino sono già un milione e mezzo i visitatori che hanno affollato la Sala Alessi, per ammirare i capolavori che il Comune di Milano regala ogni anno per le festività non solo ai suoi cittadini ma anche ai numerosi turisti, sempre più presenti in città. E per celebrare la ricorrenza, l’opera scelta quest’anno è un nuovo capolavoro di Tiziano, la maestosa pala d’altare “Sacra conversazione (Pala Gozzi)” proveniente dalla Pinacoteca Civica “Francesco Podesti” di Ancona, che sarà visitabile, come sempre con ingresso libero, dal 5 dicembre al 14 gennaio 2018.
Insieme all’indiscussa importanza storico-artistica del dipinto di Tiziano, la scelta del Comune testimonia la vicinanza di Milano alla città di Ancona, che svolge un ruolo fondamentale come centro di raccolta e riparo di numerose opere d’arte, tra cui molti capolavori, provenienti dai territori marchigiani colpiti dal terremoto, e il costante impegno della nostra città a favore di un territorio in difficoltà.
Milano ha voluto anche quest’anno regalare un grande capolavoro artistico a tutti coloro che vivono qui o che visiteranno la città durante queste festività – dichiara il sindaco di Milano Giuseppe Sala –, per rendere ancora più bello e magico il Natale. Chiunque entrerà in Sala Alessi per ammirare la pala d’altare di Tiziano potrà stupirsi di fronte all’energia sorprendente che sprigiona e allo splendido allestimento che ne valorizza ogni dettaglio, permettendone una visione ravvicinata e completa”.
“Non è possibile condensare tutta la bellezza di Ancona in una sola opera, ma la Pala Gozzi è, senza dubbio, uno dei nostri tesori più preziosi. La accompagniamo con cura e affetto, e con orgoglio, su uno dei palcoscenici più importanti del Paese, in un Comune di Milano che sentiamo amico e affine per il desiderio d’arte e cultura, e per una tensione al cambiamento che dimostra ogni giorno di governare con grande consapevolezza” afferma Valeria Mancinelli, sindaco della città di Ancona.
In questi anni abbiamo affiancato il Comune di Milano nell’organizzare l’esposizione natalizia di un capolavoro proveniente da chiese e musei non solo italiani, in piena sintonia con le finalità del nostro Progetto Cultura. Intesa Sanpaolo da sempre è impegnata a promuovere e valorizzare lo straordinario patrimonio artistico del Paese e ne è testimonianza anche L’ultimo Caravaggio inaugurato pochi giorni fa alle Gallerie d’Italia, che si unisce alle mostre di Palazzo Reale e di Palazzo Marino in una rete museale unica al mondo, asserisce Michele Coppola, Responsabile Attività Culturali Intesa Sanpaolo
“In quest’anno per noi memorabile, per la celebrazione del Centenario e per la nascita del nostro secondo Flagship store a Roma, Rinascente rinnova il sostegno al tradizionale appuntamento natalizio con i capolavori dell’arte a Palazzo Marino – dichiara Pierluigi Cocchini Amministratore Delegato di Rinascente. L’opera
che i milanesi e i turisti potranno ammirare gratuitamente dal 5 dicembre è la maestosa pala d’altare “Sacra Conversazione” di Tiziano, proveniente dalla Pinacoteca Civita “Francesco Podesti” di Ancona e, insieme alla città di Milano, Rinascente contribuisce quindi a puntare i riflettori su una delle numerose eccellenze artistiche disseminate nel nostro Paese. Ancora una volta, PER LA CITTÀ, CON LA CITTÀ, NELLA CITTÀ.”
La grande pala d’altare (olio su tavola, 312 x 215 cm) dipinta nel 1520 dall’allora trentenne Tiziano per il mercante di Dubrovnik Alvise Gozzi, e destinata all’altare principale della chiesa di San Francesco ad Alto ad Ancona, è il primo dipinto firmato e datato di Tiziano a noi noto: in un cartiglio centrale in basso si legge infatti ALOYXIUS GOTIUS RAGOSINUS / FECIT FIERI / MDXX / TITIANUS CADORINUS PINSIT.
La tavola è una tappa decisiva nell’affermarsi di una nuova forma di pala d’altare, svincolata dagli schemi architettonici e prospettici del Quattrocento. Una rivoluzione che era stata intuita da Leonardo con la Vergine delle Rocce, proseguita da Raffaello, ma interpretata da Tiziano con uno spirito aperto alla natura.
L’opera appartiene al tradizionale genere iconografico della pala d’altare definita ‘Sacra Conversazione’: la Madonna con il Bambino appare improvvisamente in un cielo di nuvole in vibrante movimento, infuocato dalla luce magica del tramonto; in basso contemplano sbigottiti la visione San Francesco, a cui era dedicata la chiesa che ospitava la pala, e San Biagio protettore della città dalmata, che indica al committente inginocchiato l’apparizione celeste. Immerso in una calda luce reale, un paesaggio irripetibile, dove spiccano in primo piano le relazioni visive tra i personaggi: ognuno guarda qualcuno sino ad arrivare al Bambin Gesù che a sua volta punta lo sguardo sull’esterno, sullo spettatore, chiamato così ad essere parte attiva dell’opera stessa. Sullo sfondo della rappresentazione, ben visibile, il bacino di San Marco con il Palazzo Ducale e il suo noto campanile.
Un dipinto grandioso che unisce Venezia, Ancona e Dubrovnik: Tiziano sembra suggerire un’alleanza tra i tre più importanti porti dell’Adriatico, sullo sfondo delle turbolenze politiche sul suolo italiano e dell’espansionismo ottomano.
Un nuovo capolavoro di Tiziano nell’elenco delle opere ospitate in Sala Alessi, scelto proprio per celebrare il decennale dell’iniziativa, a testimonianza di come il grande maestro, rappresenti un vero e proprio trait d’union con gli altri grandi autori precedentemente ospitati. Il primo immediato confronto è sicuramente con la Madonna di Foligno di Raffaello, ospitata nel 2013, uno dei primi dipinti dove l’architettura spontanea sullo sfondo viene sostituita con un primo accenno di architettura naturale e umanistica, così come già anticipato da Leonardo, ospitato nel 2009, nella sua Vergine delle Rocce. E un vero e proprio ponte verso Caravaggio, che per primo ha aperto le porte della Sala Alessi nel 2008 passando attraverso Piero della Francesca, ospite illustre del 2016, con cui però Tiziano si pone in discontinuità. E’ tra i primi, infatti, a superare la composizione spaziale quattrocentesca, frontale e statica tipica del maestro di Sansepolcro, attraverso il gioco prospettico paesaggistico e anticipando i chiaroscuri e la dinamicità barocca, di cui Rubens fu maestro, così come si è potuto ammirare nella maestosa pala d’altare “Adorazione dei pastori” di Rubens, ospitata nel 2015.

Grazie ad un importante progetto allestitivo curato dall’architetto Corrado Anselmi, i visitatori potranno inoltre straordinariamente osservare non solo il capolavoro di Tiziano ma anche il retro della tavola. Una prospettiva inusuale, che permetterà di assaporare l’anima costruttiva della pala fatta di assi di legno rinforzate sul retro con centine costolate, in modo da toccare quasi con mano l’importanza materica dell’opera. Sul retro della tavola sono presenti alcuni schizzi a matita, in parte ombreggiati a pennello, realizzati dallo stesso Tiziano e 
raffiguranti varie teste, una delle quali potrebbe essere il bozzetto per il Bambino in una prima stesura del dipinto. La possibilità di ammirare anche il retro della grande pala d’altare consentirà di scoprire come venivano realizzate nel Cinquecento queste opere che tanta importanza e diffusione hanno avuto nella storia dell’arte del nostro Paese.
A valorizzare ancor di più il capolavoro, l’impianto illuminotecnico a cura dell’architetto Francesco Murano, che utilizzerà la tecnica della luce miscelata,  ottenuta componendo luci calde e fredde, e favorirà una visione particolarmente brillante dei colori con i faretti Luum della Lumen Center Italia.
La mostra è curata da Stefano Zuffi e patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, promossa da Comune di Milano, Intesa Sanpaolo – partner istituzionale –  con il sostegno di Rinascente. L’iniziativa è coordinata da Palazzo Reale e realizzata insieme alla Città di Ancona – Pinacoteca Civica “Francesco Podesti” in collaborazione con le Gallerie d’Italia di Piazza Scala e organizzata con Civita. Il catalogo di mostra è a cura di 24 ORE Cultura.
L’ingresso alla Sala Alessi sarà libero e possibile tutti i giorni dal 5 dicembre al 14 gennaio 2018. I visitatori saranno ammessi in mostra in gruppi e accolti da storici dell’arte, coordinati da Civita, che faranno da guida nel percorso espositivo.
Si unisce alle celebrazioni per il decennale un altro dono alla collettività, questa volta da parte del Municipio di Zona 7 del Comune di Milano, ulteriore iniziativa per la più ampia conoscenza del patrimonio culturale cittadino. Dal 19 dicembre al 7 gennaio, presso l’Emeroteca di via Cimarosa 1 sarà infatti possibile visitare sempre con ingresso gratuito, l’esposizione di un importante dipinto, il “Ritratto di Francesco II Sforza”, di proprietà della Pinacoteca Civica, conservato all’interno del Castello Sforzesco, nelle parti non abitualmente aperte al pubblico.
Eseguito da un maestro lombardo del ‘500 da un originale perduto di Tiziano, il dipinto è una testimonianza dello stretto rapporto tra la città di Milano ed il grande maestro veneto. Già citato anche dal Vasari, il ritratto dell’ultimo duca Sforza segna un momento importante e finora non molto noto del rapporto tra Tiziano e Milano, un binomio che si intensificherà intorno al 1540 con il dipinto “Allocuzione di Alfonso d’Avalos” (oggi al Prado) e con la meravigliosa “Incoronazione di spine”, già in Santa Maria delle Grazie e oggi al Louvre.
Il ritratto (olio su tela, 117 x 94 cm) effigia Francesco II Sforza, figlio cadetto di Ludovico il Moro, morto nel 1535. Dopo la scomparsa del duca, il territorio di Milano verrà personalmente preso in carico da Carlo V, e affidato a un governatore, iniziando così il periodo della cosiddetta “Milano spagnola”.
Seduto su una poltrona, il duca Francesco II Sforza indossa una vesta nera e una sovraveste con un ricco collo di pelliccia. Il volto, incorniciato da capelli e barba neri, è rivolto verso destra, sullo sfondo due colonne. Dell’originale si sono perse le tracce, ma forse si trova in Danimarca, paese natale della principessa Cristina, giovanissima consorte di Francesco II, cui probabilmente era stato inviato in dono come promessa nuziale.
La mostra è curata da Stefano Zuffi promossa da Comune di Milano – Municipio di Zona 7 coordinata da Palazzo Reale, e realizzata insieme alla Pinacoteca Civica del Castello Sforzesco con l’organizzazione di Civita.
Scheda informativa
Sacra Conversazione

Periodo
5 dicembre 2017 – 14 gennaio 2018

Sede
Milano, Palazzo Marino, Sala Alessi
Piazza della Scala 2
Ingresso libero

Orari di apertura al pubblico
Tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 20.00
(ultimo ingresso alle ore 19.30)
Giovedì dalle ore  9.30 alle ore 22.30
(ultimo ingresso alle ore 22.00)

Chiusure anticipate                   
7 dicembre chiusura ore 12.00 (ultimo ingresso alle ore 11.30)
24 e 31 dicembre 2017 chiusura ore 18.00
(ultimo ingresso alle ore 17.30)

Festività                                      
8, 25 e 26 dicembre, 1 e 6 gennaio aperti dalle ore 9.30 alle ore 20.00 (ultimo ingresso alle ore 19.30)

Info mostra
Tel. 800.167.619
mostre@civita.it
(Dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00, sabato dalle 9.00 alle 12.00)
Prenotazioni possibili solo per le scuole.